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"Al Darwin di Rivoli suona l'allarme ma il sistema non funziona": i genitori degli studenti di una classe preoccupati intervengono sul web La scuola invece smentisce che ci siano stati problemi e che qualcuno sia rimasto nella scuola

RIVOLI – Questa mattina al Liceo Darwin di Rivoli c’è stato uno spiacevole inconveniente oppure no? Secondo i genitori di una classe, che hanno manifestato la loro preoccupazione sul web, la campanella dell’allarme, suonata questa mattina, non sarebbe suonata in tutta la struttura.

A metà mattina è suonato l’allarme generale che i ragazzi hanno sentito per poi dirigersi, invitati dagli insegnanti, fuori dall’edificio. L’allarme è scattato, probabilmente, a causa di alcuni lavori che stanno facendo nella scuola, che tutti ricordano per il crollo che nel 2008 ha causato la morte dello studente Vito Scafidi e ha causato gravi lesioni permanenti al suo compagno Andrea Macrì. Fatti per i quali è stata emessa una condanna a  quale è stata inflitta una condanna di quattro anni al funzionario provinciale Michele Del Mastro.

Secondo i genitori, che hanno raccolto la testimonianza dai loro figli, la classe dei loro figli non è stata avvisata in alcun modo, non è suonata la campanella in corridoio e neppure nessun collaboratore scolastico è intervenuto. Così professore e allievi hanno continuato la loro lezione mentre tutti gli altri velocemente uscivano dall’Istituto. Solo al cambio dell’ora i ragazzi si sono accorti che qualcosa era anomalo: non c’era nessuno in corridoio, nessun per le scale, nessuno nei bagni. Così anche loro sono usciti per ritrovarsi all’esterno nelle zone di raccolta con gli altri studenti.

Dalla scuola smentiscono dichiarando che l’impianto funziona correttamente e che si è suonata l’allarme, ma che tutti sono stati avvisati e sono usciti dall’edificio senza ritardo. Secondo la scuola il piano di evacuazione di emergenza è stato rispettato e tutto il sistema di sicurezza garantisce la quotidianità della vita scolastica nella struttura.

Difficile stabilire per chi non era presente la verità. Nel frattempola polemica, con toni anche soprale righe continua sui social e nei gruppi whatsapp.