Cose buone: il vino Freisa, il padrone della Collina Torinese di MARCELLO STRIANO

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CHIERI – La Freisa.  Alle porte di Torino, verso est, ci sono colline che racchiudono nei loro dolci pendii colori, profumi e sensazioni che tengono lontano lo stress e il grigiore della vicina città. Queste colline culminano nel Colle della Maddalena a più di 700m di quota e poi degradano lentamente verso il Monferrato, prima quello torinese e poi quello astigiano. Tra queste ondulazioni spuntano orgogliosi e tenaci ampi vigneti in cui padroneggia un vitigno molto diffuso in Piemonte ma che trova la sua miglior collocazione nella zona tra Chieri e Castelnuovo Don Bosco chiamata con l’appellativo di Collina Torinese.

VITIGNO PIEMONTESE

E’ il Freisa tipico vitigno piemontese sparso in tutta la provincia di Torino, in astigiano e con alcuni appezzamenti anche nelle Langhe. La maggior parte di noi associa i vini a base di Freisa a prodotti giovani, beverini e soprattutto frizzanti, senza grandi pretese e adatti a tutto il pasto. Certo, negli scorsi anni effettivamente la maggior parte delle vendemmie era destinata a vini di questo tipo che tra i piemontesi trovano ancora oggi molti estimatori. Ma non è sempre così: la parentela del Freisa con il Nebbiolo ormai è certa e di conseguenza si
può pensare anche di produrre vini più strutturati e complessi ed eliminare lo stereotipo del Freisa come vino da tutto pasto.

SUPERIORE

Questo è ciò che ha fatto l’azienda Balbiano: basse rese in campo, da qui la menzione “superiore” in etichetta, selezione delle uve migliori, invecchiamento in legno e successivo affinamento in bottiglia. No, non è Nebbiolo, è Freisa, padrone incontrastato della Collina Torinese che finalmente può trovare un posto tra i grandi vini piemontesi e il Federico Barbarossa lo dimostra e lo conferma.

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FEDERICO I IL BARBAROSSA

Ecco il vino che vi farà cambiare idea sul Freisa di Chieri. Soffice pigiadiraspatura, fermentazione a temperatura controllata, passaggio in tonneaux e successivo affinamento in bottiglia. La cantina Balbiano ha creduto nelle enormi potenzialità di questo vino ed ha fatto bene, le premesse per un grande prodotto ci sono tutte. Cominciando come sempre dal colore, limpido e di un bel rosso rubino molto intenso. Al naso si presenta intenso e complesso con svariate sensazioni che lentamente si liberano dal bicchiere: prugne, marasca, frutti di bosco con predominanza della mora, sensazioni floreali di rosa rossa e viola mammola e speziatura come pepe nero e noce moscata. In bocca è secco, caldo e morbido abbastanza fresco e abbastanza sapido. Il tannino, come il suo parente Nebbiolo, si fa sentire, ma è assolutamente ammorbidito dall’invecchiamento e risulta piacevole; chiude con un ottimo finaleammandorlato.

IL VINO

E’ abbastanza persistente, intenso ed equilibrato e tutte le sensazioni insieme rendono il vino armonico. L’annata qui degustata è il 2016, quindi un vino maturo per essere degustato in tutti i suoi aromi. Si abbina perfettamente alla cucina molto saporita piemontese ed in particolar modo ad arrosti e brasati nonché a formaggi di media stagionatura sia bovini che caprini. Il rapporto qualità/prezzo è eccellente ed è il tassello che chiude il cerchio: questo è un grande vino, da tenere gelosamente in cantina e da assaporare nelle occasioni speciali, non ve ne pentirete.

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Di Marcello Striano. Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia!