Coronavirus, scuole fisicamente chiuse, ma virtualmente aperte

ROMA – Coronavirus, scuole fisicamente chiuse, ma virtualmente aperte. Il decreto “Cura Italia”dà possibilità ai dirigenti scolastici di tenere le scuole fisicamente chiuse, ma virtualmente aperte. Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Coronavirus, il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa in tutte le pubbliche amministrazioni. I dirigenti scolastici sono così chiamati ad adottare ogni forma organizzativa atta a garantire il funzionamento della didattica a distanza. Limitando la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili. Per le attività che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro si devono adottare tutte le misure idonee a prevenire il contagio. La prestazione lavorativa in smart working può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente, qualora non siano forniti dall’amministrazione.

IL PERSONALE SCOLASTICO

I plessi scolastici tenuti ancora formalmente aperti, ma che non ospitano strutture amministrative essenziali per il funzionamento dell’amministrazione, dovranno pertanto essere chiusi. Mentre, per il plesso principale, ovvero la sede presso la quale sono svolte le attività amministrativo contabili indispensabili al funzionamento dell’istituzione scolastica, l’apertura deve essere limitata alle esigenze indifferibili. Nel caso in  cui le scuole siano aperte per esigenze indifferibili, come ad esempio nel caso dei collaboratori scolastici, va ridotta al minimo la presenza di personale. Facendo ricorso a: ferie pregresse, congedo, banca ore, rotazione e altri analoghi istituti nel rispetto della contrattazione collettiva. Il dirigente scolastico può motivatamente esentare il personale dipendente dal servizio. Il periodo di esenzione dal servizio costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge. In ogni caso deve essere garantita l’operatività dei contatti telefonici e della posta elettronica di ogni istituzione scolastica.

IL BONUS DA 100 EURO

La sospensione dell’attività didattica in molti casi non ha portato alla chiusura delle scuole, che sono rimaste aperte. Mentre i docenti  hanno svolto il proprio lavoro in smart working, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario ha continuato a recarsi a scuola per svolgere il proprio lavoro, fino alla chiusura delle strutture scolastiche. Tranne che in caso di attività indifferibili individuate dai dirigenti scolastici. Il Decreto “Cura Italia” prevede che  i titolari di redditi di lavoro dipendente abbiano diritto a ricevere il bonus di 100 euro. Questo è destinato a coloro che hanno continuato a svolgere la propria attività nella sede di lavoro a marzo. Il bonus per i lavoratori dipendenti sarà corrisposto, rimodulato in base agli effettivi giorni lavorati a marzo nella scuola. In particolare a:
  • i docenti che hanno lavorato fino al 4 marzo
  • ai Dirigenti scolastici che si sono recati a scuola durante la sospensione dell’attività didattiche (anche solo per parte del mese di marzo)
  • Al personale ATA che si è recato a scuola per svolgere quelle individuate come attività indifferibili dai dirigenti scolastici (anche per parte del mese di marzo)

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