Niente tagli al bilancio: le risorse aggiuntive anticipate per la sanità riattivate a luglio

L’esigenza di individuare i 209 milioni di risorse extra per i maggiori investimenti che la Regione Piemonte ha scelto di assegnare alla sanità per garantire servizi e cure ai piemontesi non determina alcun taglio al bilancio.

Sono infatti risorse anticipate da capitoli che non prevedono spese nel primo semestre 2026 e che saranno reintegrate con l’assestamento nel mese di luglio, in quanto corrispondono a spese che maturano nella seconda parte dell’anno alle quali si aggiunge il rientro di corrispondenti risorse dalle Asl, come già accertato da una determina della Direzione Sanità.

La cifra è composta dalle seguenti voci: 77 milioni di risparmio sulla quota di pagamento di interessi dei mutui; 16,5 milioni di rimborsi in arrivo da altri enti della Pubblica amministrazione, in particolare Finpiemonte e Camere di Commercio; 116 milioni di euro che riguardano appunto spese che avverranno nella seconda parte dell’anno (30 milioni destinati a Edisu, 14 per investimenti in edilizia universitaria sostituiti da risorse statali di prossimo trasferimento, 17 di canoni idrici, 23 dal fondo trasporti, 32 dalle politiche sociali).

«E’ un’operazione puramente contabile che non ha effetti né sugli stanziamenti, né sui servizi, né sui tempi di erogazione dei contributi da parte della Regione», sottolinea l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano.

I 32 milioni delle Politiche sociali afferiscono al capitolo degli extra Lea, che vengono rimborsati alle Asl, in base alla l.r. n.1 /2024 durante il mese di ottobre a consuntivo. «Ho compiuto la scelta politica di individuare per questa operazione di anticipazione contabile il capitolo delle prestazioni extra Lea perché si tratta di un fondo che il welfare regionale liquida alle Asl a fine anno, normalmente ad ottobre, per il rimborso delle prestazioni sociosanitarie già erogate dai servizi sociali dei Comuni alle persone fragili durante l’anno già trascorso – precisa il vicepresidente della Regione Piemonte e assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone – Questa scelta garantisce al 100% l’erogazione dei servizi senza alcuna possibile modifica perché i contributi vengono erogati ad ottobre a rimborso di prestazioni già erogate alle persone fragili, su cui non ci sono tagli e mai ci saranno».

Anche per quanto riguarda le risorse destinate all’Edisu si tratta di fondi non necessari in questa fase. «Come affermato dall’assessore Tronzano, sono state temporaneamente utilizzate risorse non impegnate di capitoli che non sarebbero state impiegate prima del loro ripristino di luglio. Le rassicurazioni ricevute dal collega di Giunta mi fanno stare molto tranquilla in tal senso: sono convinta che non vi sarà alcun impatto sull’operatività delle misure nel primo semestre. Anche Edisu – dopo un’approfondita verifica – ha confermato che lo spostamento in avanti delle risorse non avrà alcun impatto sull’operatività dell’ente, né sulle borse di studio né sull’edilizia universitaria», chiarisce Daniela Cameroni, assessore al Diritto allo Studio universitario.

Per quanto riguarda i 23 milioni del capitolo relativo al trasporto pubblico locale, che vale complessivamente 560 milioni di cui 500 di trasferimenti statali e da 60 di risorse locali, «la sospensione non produce effetti sulla gestione dei servizi, perché i pagamenti avvengono con cadenza trimestrale e, con un riequilibrio dello stanziamento già a partire da luglio, lo slittamento fino ai mesi estivi non determina tensioni di cassa e non determina alcuna revisione dei servizi», spiega l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi.

Pure i 17,6 milioni dei canoni idrici non impattano sulla funzionalità delle Province che utilizzano questi fondi per la manutenzione delle strade. «Abbiamo individuato questo capitolo perché lo slittamento di risorse non provoca alcun cambiamento nei flussi di cassa di risorse che vengono erogate in base a una quota fissa già individuata a gennaio e a una quota variabile che viene determinata a luglio, sulla base della quantità di acqua effettivamente raccolta negli invasi, e comunicata alle Province nei mesi di settembre e ottobre, ovvero quando le risorse saranno nuovamente disponibili», rileva l’assessore agli Enti Locali Enrico Bussalino, che nei giorni scorsi ha informato della manovra tutte le Province piemontesi.

Va ricordato che i 209 milioni sono necessari, come ogni anno, per integrare il fondo sanitario sanitario e finanziare i servizi aggiuntivi garantiti dalla sanità piemontese. «Abbiamo scelto di continuare a investire nella sanità pubblica piemontese continuando a garantire servizi per i cittadini e per le nostre comunità – evidenzia l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi – Lo facciamo con buon senso, tenendo i conti in ordine ma scegliendo di far fronte ad aumenti che sono oggettivi e che sono in parte frutto dell’incremento generale dei costi. Basta pensare a quelli energetici, che come è ovvio incidono anche sui costi di gestione dei 40 ospedali piemontesi e degli oltre 300 punti di erogazioni di servizi sanitari. Ma sono anche frutto di precise scelte politiche che io voglio rivendicare: la spesa per i farmaci di ultima generazione, che ci consentono di salvare delle vite e curare meglio i piemontesi, e che vale 947 milioni di euro, 37 in più rispetto al 2024; quella per le assunzioni, oltre 4.000 persone in più che lavorano nella sanità piemontese dal 2019 a oggi, e i rinnovi contrattuali, che complessivamente pesano un aumento di 534 milioni di euro, e poi l’aumento delle prestazioni e delle visite ai cittadini, che nel 2025 sono state oltre 2,2 milioni a fronte del 1,6 degli anni subito dopo il Covid».

Fonte: Regione Piemonte — PiemonteinformaLeggi l’articolo originale

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