Cani e gatti: la guerra in Ucraina colpisce anche loro, l’appello di OIPA International Gli amici a quattro zampe in fuga con i padroni

gatto trasportino

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Nel dramma della guerra che da settimane colpisce uomini, donne e bambini c’è anche quello che riguarda gli animali domestici in Ucraina. Un dramma non trascurabile di animali che hanno cercato rifugio nelle aree metropolitane. Questo fa capire quanto cani e gatti e pappagallini siano parte integrante delle famiglie in fuga. Spiegano dall’OIPA International. “Si richiede che i cani indossino la museruola, data la presenza numerosa di uomini e altri animali, e i che gatti restino all’interno dei trasportini. Anche portare l’animale in passeggiata è un’impresa, da azzardare una volta al giorno, ad orari precisi, per ridurre il rischio al minimo“.

CANI E GATTI IN GUERRA

Lasciare il Paese è una scelta difficile, farlo con un peloso al seguito può offrire almeno un po’ di conforto. Per questo motivo è importante che padroni e animali possano restare insieme anche quando sono e saranno costretti a mettersi in viaggio. A questo proposito proprio il Ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto seguito alla nostra richiesta di deroga al Regolamento Europeo ed ora l’ingresso in Italia è possibile anche agli animali sprovvisti di passaporto europeo (Pet Passport) e della relativa documentazione sanitaria, condizione prevalente per gli animali scappati dal conflitto.

L’APPELLO DEI VETERINARI

Anche la federazione dei veterinari dell’Unione Europea aveva chiesto di allentare questi blocchi di ingresso per consentire ai rifugiati di portare con sé i loro animali domestici e per fortuna ci sono stati già molti stati che lo hanno fatto.

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