A 140 dalla nascita il ricordo del pittore Luigi Guglielmino, allievo ed erede dello studio di Enrico Reffo

ARTE E FEDE DEL PITTORE LUIGI GUGLIELMINO, ALLIEVO ED EREDE DELLO STUDIO DI ENRICO REFFO

SUSA Ultimo di quattro figli, Luigi Guglielmino nasce a Susa in casa Ricciotti Vassarotti di Giuseppe, notaio, il primo novembre del 1885 da madre originaria di Mattie e da padre originario di Viù e poi militare a Susa. Allora il servizio militare durava tre anni. Ancora bambino resta orfano del padre morto a 44 anni ed all’etĆ  di otto anni Ć© costretto a fare il manovale al servizio di occasionali muratori per i quali trasporta calce e mattoni. A Susa, quando il lavoro da aiutante muratore gli consentiva di andare a scuola, era stato più volte ripreso dal maestro Bellone, perchĆ© invece di ascoltare le lezioni, lui disegnava, eravamo allora nel 1895, italiani e abissini in combattimento. Il disegno non era materia di studio. Ad undici anni Ć©, operaio, insieme ai fratelli, in una fabbrica di chiodi ad Omegna, sul lago d’Orta. Allora si lavorava 12 ore continuative. Trasferitosi, sempre per esigenze di lavoro, ad Avigliana, a pochi chilometri da Torino.

L’ARTE

Spiega Giancarlo SibilleConosce il maestro dell’arte sacra Enrico Reffo. All’entusiasmo di Reffo fa eco l’invito rivolto dal sacerdote a Guglielmino affinchĆ© accetti di essere ospitato, nonostante l’etĆ , presso il Collegio Artigianelli. Luigi Guglielmino, sotto la guida del Reffo, compie preso rapidi progressi tanto da diventare il suo migliore allievo fino ad affiancarglisi nell’esecuzione di molti dipinti di ispirazione ed argomento sacri. Il metodo di studio della scuola Reffo era basato dapprima sullo studio di venticinque tavole ornamentali disegnate dal Reffo stesso e di difficoltĆ  progressiva. Eseguite queste si passava alla figura ove si disegnavano volti tratti dal Ghirlandaio cui poi si aggiungevano i chiari scuri dapprima tenui e poi completi. Venivano poi le copie a carboncino, le copie dal vero e infine lo studio del colore. Alla morte del Maestro avvenuta nel 1917, in ossequio alla sua esplicita volontĆ , il Guglielmino ne eredita lo studio”.

CON REFFO

Talmente alta era la fama del Reffo e del Guglielmino che il pittore Giacomo Grosso dovette insistere per esporre al Circolo degli Artisti il ritratto del Reffo effettuato dal Guglielmino, in commemorazione del defunto. Gli venne assegnata una sala apposita ove il ritratto poteva troneggiare da solo. Questo nel 1919. Fu l’unica esposizione pubblica del Guglielmino. Nel 1920 sposa Margherita Ruata di Villafranca Piemonte da cui ha due figli che non seguiranno la carriera artistica. Dal 1917 al 1961 il Guglielmino si dedica all’esecuzione di dipinti, quadri, mosaici, ecc. commissionati in diverse parti d’Italia e all’estero, nonchĆ© all’insegnamento ed alla formazione di allievi che si caratterizzeranno poi per la loro personalitĆ  nel campo dell’arte, quali il Missori, il Favaro, il Dalle Ceste, il Baretta e tanti altri. La sua attivitĆ  spazia dagli oli agli affreschi, agli encausti, ai mosaici e molte personalitĆ  del tempo si recarono in visita al suo studio, non ultimi il Principe Umberto di Savoia, la consorte Maria JosĆ© e la principessa Lydia di Aremberg col consorte il duca di Pistoia.

L’ULTIMA OPERA

Ultima opera Ć© il Sacro Cuore in San Filippo Neri a Torino. Il 2 gennaio 1962, colpito da improvvisa malattia, il Guglielmino muore. Alla presenza di monsignor Savi rettore della Chiesa della Madonna della Pace, nota come “Chiesa della Madonna del Ponte”, perchĆ© adiacente al ponte sulla Dora nel centro di Susa, con Bernardetto vescovo di Susa, autoritĆ  e fedeli, l’8 luglio 1979 avvenne l’inaugurazione dell’affresco sulla facciata “Regina pacis” creato da Luigi Guglielmino nel 1945 e rifatto da Pietro Favaro (1912-2000), ultimo direttore della Scuola di Pittura ā€œEnrico Reffoā€ di Torino.

 

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