ALPIGNANO – La comunitĆ di Alpignano si prepara a ospitare un toccante evento commemorativo dedicato all’alluvione del Polesine del 14 novembre 1953, un disastro che segnò profondamente la storia italiana. Sabato 22 novembre si inaugura la mostra d’arte e testimonianza intitolata “Polesine: un fiume di anime in fuga”. L’esposizione, allestita presso i locali della Pro Loco in via Arno’ 33, aprirĆ le porte alle ore 16:00. Il cuore della mostra ĆØ costituito dai quadri dipinti dal pittore polesano Pasquale Roccato, le cui opere intendono rendere omaggio e testimonianza alle vite vissute ai margini del fiume Po, narrando il coraggio di chi fu costretto a fuggire e a ricostruire una nuova esistenza. L’allestimento, curato con passione dalla Fameja Polesana Alpignanese, sarĆ arricchito da una raccolta di oggetti del tempo che aiuteranno il visitatore a immergersi nell’atmosfera e nelle difficoltĆ di quei giorni drammatici. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Alpignano, rappresenta un importante momento di memoria storica e culturale, volto a non dimenticare le esperienze e il sacrificio di un’intera popolazione in fuga dall’acqua e dalla distruzione.
Polesine: un fiume di anime in fuga
L’inaugurazione ufficiale, prevista per le ore 17:00, vedrĆ la partecipazione di autoritĆ cittadine e di numerosi polesani che interverranno per condividere le loro testimonianze dirette di quei giorni di oltre settant’anni fa, quando la furia del Po ruppe gli argini travolgendo campi, strade e case. La presentazione dell’evento sarĆ affidata a Olga Sterpin, mentre l’intervento del poeta polesano Silvano Zecchin aggiungerĆ una dimensione lirica e riflessiva al ricordo. L’organizzazione complessiva dell’iniziativa ĆØ stata curata da Antonietta Paradiso. La mostra sarĆ ad ingresso gratuito e seguirĆ i seguenti orari: sabato 22 novembre dalle ore 16:00 alle ore 20:00 e domenica 23 novembre dalle ore 10:00 alle ore 19:00. Questo appuntamento di Alpignano si pone come un ponte tra le generazioni, utilizzando l’arte e la memoria personale per onorare il coraggio di chi, dal Polesine, ha cercato e trovato la forza di rifarsi una vita.

































