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Al via il Premio Letterario “Caro Fabrizio, ti racconto di un amore” E' un concorso di narrativa aperto a chiunque voglia illustrare un amore da raccontare

COLLEGNO – Sono aperte le iscrizioni al Premio LetterarioCaro Fabrizio, ti racconto di un amore”. È ancora aperto il bando per partecipare alla sesta edizione organizzato dall’Associazione Cercando Fabrizio. Il bando, in scadenza il 30 aprile, è visionabile sul sito web www.fabriziocatalano.it. È un concorso di narrativa aperto a chiunque voglia illustrare, esprimere e imprimere su carta, in forma scritta oppure illustrate, un amore da raccontare: un Premio Letterario. Fabrizio Catalano è il diciannovenne di Collegno sparito ad Assisi il 21 luglio 2005. Immaginandolo come interlocutore e confidente. Fabrizio, infatti, amava la scrittura e proprio attraverso il linguaggio poetico e magico delle parole, sapeva esprimere il suo mondo interiore di forza e generosità, apertura e accoglienza. L’Associazione, come modo per far sentire la sua vicinanza a tutti gli interessati in questo difficile periodo di restrizioni, è disponibile a video conferenze su Skype e Whatsapp per fornire il supporto necessario per preparare gli elaborati da mandare al concorso.

GLI SCOMPARSI IN ITALIA

I numeri degli scomparsi crescono, così come l’angoscia dei famigliari. Pensiamo alle tante persone senza tetto, alle migliaia di persone in difficoltà a quegli abbracci aspettati da anni. Speriamo che raccontare e illustrare l’amore contagi più persone possibili e aiuti a superare questi momenti difficili. Il concorso è indirizzato ad adulti e piccini. Possono lavorare nonni e nipotini, giovani e adulti. I racconti saranno pubblicati in una piccola antologia che diventerà lo scrigno d’amore ai tempi del Coronavirus. Secondo il dato più aggiornato contenuto nella relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, in Italia, dal 1° gennaio 1974 al 31 dicembre 2019, sono 61.036 le persone italiane e straniere ancora da rintracciare e 2665 sono i cadaveri senza nome che giacciono negli obitori, di cui 1747 connessi al fenomeno migratorio.

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