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Consiglio Comunale a Rivoli: c’è chi si astiene dal condannare gli omicidi delle Foibe Una mozione contro i totalitarismi non viene votata dai consiglieri del PD e M5S

FoibeLe Foibe

RIVOLI – Discussione in Consiglio Comunale di Rivoli sulle Foibe: lo sterminio. Il primo a riconoscerne la gravità, e anche il silenzio che intorno ad esso calò in Italia, fu il presidente della Repubblica Ciampi. “Infoibati“, gettati cioè nelle foibe, massacrati dai partigiani comunisti furono circa cinquemila. Vittime italiane di un regime totalitario. Uomini, donne, bambini legati con il filo di ferro e gettati nel vuoto. Non erano fascisti, collaborazionisti fascisti o nazisti; semplicemente italiani. Accadde tra il 1945 e il 1947 quando una regione italiana passò alla Jugoslavia del dittatore comunista Tito. Su questa nota storica, ed altre diverse per tempo e geografia, ma unite dalla stessa matrice si è discusso in Consiglio Comunale a Rivoli.

LA MOZIONE

Una mozione “Rivoli non è una città razzista” ha diviso l’emiciclo cittadino. I contenuti, condivisi in tutta Italia da qualsiasi colore politico, non lo sono stati in Consiglio Comunale a Rivoli. Il gruppo del Partito Democratico, e quello del M5S, si sono astenuti. Spiegano dalla Lega. “Era l’ennesima occasione per riconoscere e far conoscere a tutti che i totalitarismi sono pericolosi e dannosi sia a destra che a sinistra per la libertà e la democrazia. Temi che non hanno e non devono avere indirizzo politico. Non ci sono vittime degne di essere ricordate e altre no, tutte le vittime innocenti di guerre e totalitarismi meritano ricordo e rispetto in egual modo senza distinzione il principio di eguaglianza. Sono principi sanciti dalla Costituzione. Non siamo certo noi a giudicare l’astensione di alcuni”.

Rivoli Consiglio Comunale

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