SUSA – Ci ha lasciato Monsignor Cesare Nosiglia, Arcivescovo emerito di Torino e Vescovo di Susa, e la città piange un pastore che ha dedicato la sua vita a difendere i più vulnerabili. Nosiglia non è stato solo una figura religiosa, ma un vero e proprio punto di riferimento morale che ha avuto il coraggio di scuotere le coscienze. La sua sensibilità verso le difficoltà degli altri, la sua vicinanza agli operai e il suo impegno per la sicurezza dei quartieri più difficili, come Barriera di Milano, hanno segnato il suo episcopato, rendendolo un vero “padre” e “amico” per chi lo ha conosciuto. La sua scomparsa rappresenta una perdita profonda per la metà di Torino che non ce la fa, ma il suo lascito spirituale e il suo appello al bene comune rimarranno un faro.

Nosiglia vescovo di Susa e Torino dal 2019 al 2022
Monsignor Nosiglia non ha mai smesso di lottare per il lavoro, un tema che ha sempre considerato centrale per la dignità umana. Ricordato da molti per l’appello per il lavoro letto in Piazza Castello nel 2015, Nosiglia ha cercato di dare voce a chi subiva le conseguenze delle crisi aziendali e del disinteresse del cosiddetto “Sistema Torino”. Il suo magistero è stato un monito costante contro le logiche finanziarie che non investono nel territorio e contro l’indifferenza che allontana le istituzioni dai bisogni reali delle persone. Questo impegno lo ha reso un precursore, le cui analisi sono state confermate anche dal suo successore, il Cardinale Roberto Repole, che ha denunciato la piaga del lavoro povero. La sua eredità spirituale sarà un monito per la politica e per i cattolici impegnati a ridare un’anima alla società. La sua memori ricorda che il vero progresso si misura dalla capacità di una comunità di prendersi cura dei suoi membri più fragili. Il rosario sarà celebrato giovedì 28 agosto alle ore 21 nella Chiesa della Consolata, il funerale venerdì 29 agosto alle ore 15.30 nella Cattedrale di Torino.
































