A Susa l’Associazione Arma Aeronautica ha festeggiato trent’anni di attività Ricordati i primi dieci anni al monumento ai Caduti in piazza Favro

Susa monumento

SUSA – Domenica 1 ottobre il nucleo Valle Susa dell’Associazione Arma Aeronautica ha festeggiato i 30 anni di servizio e i dieci anni del monumento ai “Caduti dell’aria” dedicato al “Ten. Pilota Celestino Tomassone” dato per disperso nel cielo del Mediterraneo il 19 ottobre 1941. Il nucleo Valle Susa dell’ Associazione Arma Aeronautica si costituisce a Susa in data 6 dicembre 1987 per volontà di un gruppo di aviatori desiderosi di mantenere vivi gli ideali dell’Arma azzurra anche in valle pur mancando strutture aeronautiche. A tuttora conta 51 iscritti e non avendo una sua sede fa capo al maresciallo Ughetto Beniamino. Domenica si è svolta la funzione religiosa nella Cattedrale di San Giusto a Susa, poi la sfilata per le vie cittadine e la cerimonia al Monumento sito in piazza Favro. Un bel pranzo sociale ha chiuso la giornata con tanti soci, gli amici e ai simpatizzanti dell’Arma Azzurra.

ALESSANDRO MIGLIA

Oltre Tomassone la Valsusa può vantare un altro pilota importante. Pochi ricordano a Susa un eroe dell’aria, famosissimo durante il ventennio e poi passato nel dimenticatoio della storia locale: Alessandro Miglia. Nato a Susa nel 1900 dalla famiglia Neveaux e Miglia, era il figlio dell’avvocato poi sindaco della città. Entrato nell’arma di volo divenne così esperto e bravo da essere scelto dal maresciallo dell’aria Italo Balbo come copilota per le due trasvolate oceaniche che tanto fecero scalpore e promozione al Regime Fascista. Partecipò alla prima trasvolata atlantica “Italia-Brasile” effettuata dal Comandante Italo Balbo con i suoi 14 idrovolanti “Savoia Marchetti S55A” e 56 uomini di equipaggio. Seguì Balbo in Africa dove sui cieli della Sirte venne abbattuto e si perse con il veivolo. Susa gli dedicò un quartiere di case popolari, poi Sibille, e una via.