A Susa la Festa della Repubblica pensando ai giovani e alla libertà

SUSA – A Susa la Festa della Repubblica pensando ai giovani e alla libertà.

CELEBRATO A SUSA IL 77° ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA

Venerdì 2 giugno la città di Susa ha celebrato la 77ª Festa della Repubblica Italiana, nata nel 1946 all’indomani del referendum istituzionale con cui i cittadini vennero chiamati alle urne per decidere quale forma di Stato dare al paese. Il consueto cerimoniale ha visto in mattinata il ritrovo dei partecipanti presso il cortile del Municipio. Poi la sfilata nella vie cittadine pavesate di tricolori fino alla Cattedrale di San Giusto dove è stata celebrata la Santa Messa. Nuovamente il corteo per le vie segusine sulle note della Fanfara ANA Valsusa al Monumento ai Caduti con l’alzabandiera e la deposizione di una corona d’alloro. In seguito gli alunni dell’Istituto Comprensivo Susa 5ª classe Scuola Primaria di Corso Couvert hanno letto alcuni brani e recitato poesie a tema. Infine l’allocuzione del Sindaco Pier Giuseppe Genovese. Presenti le Autorità civili, militari e le rappresentanze Combattentistiche, d’Arma e del Volontariato.

IL GRUPPO STORICO GRANATIERI

A qualificare la Festa della Repubblica a Susa la partecipazione del Gruppo Storico dei Granatieri di Sardegna “1861-1918” a testimonianza della vitalità delle nostre radici e l’esibizione in piazza IV Novembre della Fanfara ANA in un concerto molto apprezzato davanti a una platea festosa e plaudente. Per ricordare e non dimenticare i tanti che hanno sacrificato la loro vita in difesa della libertà di tutti, nel pomeriggio, in via Madonna delle Grazie, è stato aperto alle visite il Sacrario dei Caduti, a cura dell’ANMI sezione di Susa.

IL VOTO DELLE DONNE

Nel discorso ha spiegato il sindaco Genovese. “Cari Concittadini, Autorità Civili, Militari in servizio e in congedo, Rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del fuoco, delle Associazioni di Protezione Civile e del Volontariato, delle Istituzioni Scolastiche, degli studenti, dei giovani partecipanti al Treno della Memoria, benvenuti alla celebrazione del 77° Anniversario della Repubblica Italiana. Oggi ricordiamo che il 2 giugno 1946, per la prima volta con suffragio universale, tutte le cittadine e i cittadini che avevano raggiunto la maggiore età furono chiamati attraverso il referendum a scegliere tra la monarchia e la Repubblica e con oltre due milioni di voti di differenza l’Italia scelse di diventare Repubblica. Furono le prime elezioni a suffragio universale, per la prima volta votarono le donne e il loro voto fu determinante e in numero superiore a quello degli uomini; 21 di loro entrarono a far parte dell’Assemblea Costituente e contribuirono a scrivere la nostra bellissima Costituzione della quale ricorre quest’anno il 75° anniversario”.

I PRINCIPI DEMOCRATICI

Ha detto il primo cittadino. “I principi democratici che sono alla base della nostra Costituzione sono stati costruiti da uomini e donne provenienti da diverse categorie sociali e da tutti gli schieramenti politici sulla base degli ideali libertà e giustizia che hanno caratterizzato la lotta di liberazione dal nazifascismo. Ai giovani che oggi sono qui presenti ricordo che la libertà, la democrazia, i diritti civili e il benessere diffuso con i quali siete cresciuti sono stati conquistati con grandi sacrifici e che solo attraverso l’impegno che saprete esprimere nello studio, nello sport, nella partecipazione civica e solidaristica alle realtà associative e dimostrando un sano senso del dovere e di responsabilità riuscirete a mantenerli e farli crescere. Dopo gli anni della pandemia oggi affrontiamo altre paure: la guerra che credevamo superata e invece ritorna, vicino a noi e in molte altre parti del mondo, la sostenibilità ambientale, la tragedia dei profughi in fuga da sofferenza e sopraffazione, la crisi economica e sociale che generano in tutti noi le preoccupazioni per il futuro. I valori di equità, solidarietà e giustizia sociale alla base della nostra Repubblica e della nostra Costituzione rappresentano l’ossatura della nostra democrazia e sapranno condurci attraverso le incertezze che troveremo sul cammino”.

SUL REFERENDUM

Ha concluso il sindaco. “Il referendum del 2 giugno 1946 ci restituì l’orgoglio dell’identità nazionale, quello stesso entusiasmo che deve trovare nell’Unione Europea un nuovo orizzonte verso il quale dirigere le nostre democrazie. Sarà un viaggio impegnativo ma capace di costruire, nuovamente e ci auguriamo per un lungo periodo, una condizione di pace e libertà, insieme a forti equilibri sociali, economici e politici. A tutti i giovani qui presenti porgo i migliori auguri perché possano realizzarsi pienamente appassionandosi ai valori della buona politica e dell’impegno sociale individuale e collettivo. In voi riponiamo la speranza per un futuro di pace, di uguaglianza e di vera giustizia sociale. Viva la Repubblica, Viva l’Italia”.

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