MATTIE – Il prossimo appuntamento della rassegna Chantar l’uvern è a Mattie sarà sabato 23 gennaio alle ore 21.00 nel salone polivalente in Via Roma 2 , con un omaggio alle dodici minoranze linguistiche storiche d’Italia. Partendo dalla Sardegna per giungere alle valli francoprovenzali e occitane si possono ascoltare 12 canti nelle 12 lingue originali delle minoranze. Lo spettacolo è accompagnato da una proiezione multimediale che situa geograficamente le varie lingue all’interno del panorama italiano. Una creazione che unisce musica, canto, recital e multimedialità e accompagna lo spettatore in un appassionante cammino per le strade delle lingue minoritarie. Con Paola Bertello, Luca Pellegrino, Marzia Rey, Flavio Giacchero, Dario Anghilante. La rassegna culturale Chantar l’Uvern vuole valorizzare e promuove la lingua e la cultura occitana, franco-provenzale e francese durante il periodo invernale attraverso spettacoli teatral-musicali, concerti e serate tematiche. L’edizione 2015/2016 è organizzata dall’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie nei propri Comuni, con la collaborazione di Chambra d’Oc e Consorzio Forestale Alta Valle di Susa.
CHANTAR L’UVERN
La Chantar l’Uvern propone una ventina di appuntamenti organizzati dagli sportelli linguistici occitano, francoprovenzale e francese. All’interno del progetto di Città metropolitana di Torino sulla valorizzazione delle lingue madri in attuazione della legge nazionale 482. E’ gestita dall’Associazione Chambra d’Oc e dall’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie, con la collaborazione del Centro Studi Documentazione Memoria Orale di Giaglione. Poi dall’Ecomuseo Colombano Romean, del Consorzio Forestale Alta Valle Susa. E la partecipazione attiva delle Associazioni culturali: ArTeMuDa, Banda musicale Alta Valle Susa, Opificio musicale e del Comune di Villar Focchiardo. La lunga storia di Chantar l’Uvern nasce nel 2006. All’interno del progetto celebrativo della lingua occitana, denominato Occitan lenga Olimpica e prosegue anche in lockdown. Con un lavoro comune di enti e associazioni che credono nel valore delle lingue, del territorio e della cultura.
LA CULTURA
Si può veramente sostenere che si tratta di un’esperienza unica nel suo genere. Almeno per quanto riguarda la Regione Piemonte. Per il numero di enti interessati e per le finalità che vengono in essa perseguite. Un nutrito programma di iniziative di alto livello che coinvolge artisti, editori, antropologi, linguisti e studiosi i quali, unendo le loro forze e il loro sapere, contribuiscono a dare lustro e visibilità alle valli. Perché al centro di Chantar l’Uvern c’è proprio il territorio con il meglio che sa offrire. Ci sono delle creazioni artistiche nate su di esso e non catapultate dall’esterno. C’è la volontà di consentire agli abitanti e non solo ai turisti di fruire di queste animazioni in un periodo, quello invernale, in cui l’offerta culturale non è molto estesa e i paesi riscoprono la dimensione del silenzio e dei ritmi naturali. D’altro canto i risultati sono eccellenti e il buon coordinamento di questa rassegna ha consentito di raggiungere un elenco d’iniziative lungo e variegato.
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