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A Condove rivive l’epopea nazionalista di D’Annunzio a Fiume nel 1919 Interessante conferenza organizzata dall'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci

Emiliano Leccese

CONDOVE – La rabbia dei territori promessi e non avuti,  la destra nazionalista, la sinistra sindacalista e rivoluzionaria quella bolscevica, il futurismo e il futuro fascismo. In quella piccola città dalmata, Fiume, in quei mesi D’Annunzio, fiumano senza pregiudizi, creò uno stato unico, simbolo del posto Prima Guerra che poi portò alla seconda. Sedici mesi a Fiume tra: arditi, militari, futuristi, nazionalisti, sindacalisti rivoluzionari e poi letterati e artisti persino religiosi. Un’impresa nazionalista ma tutt’altro che fascista, un sogno rivoluzionario che oggi celebra il centenario dell’impresa fiumana che è stato al centro dell’incontro voluto da Emiliano Leccese dell’ANCR.

APPUNTAMENTO CON LA STORIA

La conferenza di Riccardo Balzarotti-Kammlein ha trattato in modo esauriente e per nulla accademico,  quei giorni nei quali 2.600 uomini tra fanteria e artiglieria occuparono la città adriatica di Fiume, contesa tra il Regno d’Italia e il Regno di Jugoslavia.  Presenti in biblioteca il sindaco Jacopo Suppo, il generale degli alpini Giorgio Blais, l’onorevole Augusta Montaruli, il consigliere regionale Maurizio Marrone e un numeroso pubblico composto da rappresentati di associazioni militari e cittadini.