Riapre la Piscina di Susa: rinascita in tempo record dopo l’incendio

SUSA  Dopo il grave rogo dello scorso 27 dicembre causato da un corto circuito, la piscina di Susa si prepara a compiere una vera e propria impresa amministrativa e tecnica. L’impianto natatorio di località Priorale riaprirà ufficialmente le porte lunedì 15 giugno (tutti i giorni dalle ore 10,30 alle 20), rispettando la promessa di restituire la struttura alla collettività entro l’inizio dell’estate. Nonostante una stima dei danni lievitata oltre i 400 mila euro e i complessi interventi di bonifica strutturale dalla fuliggine, lo sforzo congiunto tra il Comune guidato dal sindaco Piero Genovese e la Direzione della Dinamica SSD ha permesso di completare i lavori a tempo di record, giusto in tempo per l’avvio dei centri estivi locali.

Sicurezza certificata e impianti all’avanguardia per il rientro in vasca

Il focus centrale della ricostruzione non si è limitato al semplice ripristino, ma ha puntato all’adeguamento tecnico secondo le ultime normative di efficienza. Ogni singola fase del cantiere è stata monitorata con rigore per garantire l’assoluta incolumità degli utenti. Mentre l’area relax esterna e la vasca all’aperto sono già pronte a inaugurare la stagione il 15 giugno, gli operai stanno ultimando i dettagli interni. Per approfondire gli standard normativi sugli impianti sportivi pubblici, è possibile consultare le linee guida ufficiali del Ministero dello Sport, che stabiliscono i criteri di conformità per la sicurezza e la gestione delle strutture natatorie collettive.

Misure straordinarie a tutela degli abbonati: zero perdite economiche

Per garantire la massima trasparenza e azzerare i disagi, la Direzione ha attivato un piano straordinario di salvaguardia dei crediti. Tutti i corsi e le lezioni sospese sono stati congelati e riprenderanno regolarmente, mentre la validità di abbonamenti e tessere d’ingresso sarà prorogata automaticamente in base ai giorni effettivi di chiusura. Nessun utente subirà quindi penalizzazioni economiche. Questa gestione virtuosa rappresenta un modello di collaborazione pubblico-privato, come evidenziato anche nei report di Federnuoto sulla resilienza dell’impiantistica sportiva italiana post-emergenza.

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