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27 luglio 1902, la prima edizione di una storica gara automobilistica: la Susa-Moncenisio di ANDREA CARNINO

SUSA – 27 luglio 1902 la prima edizione di una storica gara automobilistica: la Susa-Moncenisio. Con i suoi 118 anni di storia è la corsa automobilistica più antica del mondo. Il contesto nel 1902 era totalmente diverso da quello attuale. Il Colle del Moncenisio era allora italiano. Lo è rimasto fino al Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947. Anche il paesaggio era differente. Non c’era ancora l’attuale lago artificiale. Questo è stato creato alla fine degli anni ’60. C’erano due laghi naturali. Uno lungo più di 2 km e profondo fino a 30 metri. Iniziava di fronte all’Ospizio e si concludeva oltre l’Albergo della posta. Dal lago grande le acque si riversavano in uno più piccolo, formando delle cascatelle. Da lì nasceva il torrente Cenischia.

L’OSPIZIO DEL MONCENISIO

Di notevole interesse architettonico era l’Ospizio. Fu fondato dal Re dei Franchi Lodovico il Pio tra il secondo e il terzo decennio del IX secolo d.C. Qui venivano ospitati i pellegrini che percorrevano la Via Francigena. Con la costruzione della diga è stato raso al suolo.

UN VERO SEGNO DEL PROGRESSO PER L’EPOCA

La prima edizione della Susa-Moncenisio ebbe luogo il 27 luglio 1902. Fu l’evento conclusivo dell’Esposizione Internazionale dell’Automobile, tenutasi a Torino. Per l’epoca rappresentò il segno tangibile del progresso. Quella strada era infatti composta da 22 km in salita con un dislivello di oltre 1600 metri. La pendenza media era del dodici percento. L’ultimo tratto si inerpicava su quasi 50 tornanti strettissimi chiamati “tourniquet”. Per percorrerla in carrozza ci volevano dalle 6 alle 7 ore ed arrivati in cima i cavalli erano stremati. La gara fu presieduta dal conte Emanuele Cacherano di Bricherasio. Il nobile era presidente dell’Automobile Club d’Italia, nonché cofondatore e vicepresidente della Fiat. È proprio lui il personaggio ritratto mentre firma nel quadro di Lorenzo Delleani intitolato “I fondatori della F.I.A.T.” Accanto a lui al traguardo l’amico Federico Caprilli, il grande maestro dell’equitazione moderna. Per le sue imprese fu soprannominato “il cavaliere volante”.

DUE PRINCIPI DI CASA SAVOIA CONCESSERO IL LORO PATROCINIO

La competizione fu patrocinata dal duca Tommaso di Savoia-Genova e dalla principessa Maria Letizia Bonaparte. Ella era vedova di Amedeo di Savoia, ex Re di Spagna e Duca d’Aosta. La partenza fu alle porte di Susa, ai piedi della salita e l’arrivo sul rettilineo precedente l’Ospizio. I cinquanta iscritti furono divisi in due classi, velocità e turisti, a loro volta suddivise in quattro categorie. Motocicli, vetturette, vetture leggere e vetture pesanti. Provenivano principalmente da Italia, Francia, Regno Unito e Impero Tedesco. Solo in trentotto presero il via e trentasette giunsero al traguardo. Tra i premi più ambiti, la Coppa Internazionale “Principe Amedeo”. Era destinata al pilota più veloce. Ambitissima anche la Gran Coppa Nazionale. Era destinata alla vettura di fabbricazione nazionale che avesse compiuto il percorso in minor tempo.

L’IMPRESA DI VINCENZO LANCIA

I trofei furono vinti da Vincenzo Lancia. A bordo di una Fiat 24 HP percorse il tragitto in 30 minuti, con una velocità media di 44.316 km/h. Una vera impresa. Il primo classificato si aggiudicò anche altri premi minori. Fonderà nel 1906 la casa automobilistica Lancia. Gregorio Pivano e Vincenzo Marsaglia per alleggerire la loro vettura decisero di smontare anche i freni. Contavano sul fatto che la corsa era in salita. La scelta si rivelò vincente. Vinsero la gara nella categoria turisti sezione vetture leggere.  Fu però problematico il viaggio di ritorno, tutto in discesa. La corsa ebbe un enorme successo di pubblico e così venne deciso di organizzarla ogni anno. L’edizione successiva si tenne nel 1904.

LA CORSA NEGLI ANNI

Lotte sindacali e crisi dell’industria automobilistica ne decretarono la sospensione dal 1906 al 1914. Fu nuovamente soppressa negli anni della Grande Guerra. Tornò con cadenza regolare dal 1920 al 1937. Ben tre edizioni furono vinte da Alfieri Maserati, fondatore dell’omonima casa automobilistica. Sospesa durante la Seconda Guerra Mondiale, la gara tornò ad essere organizzata dal 1949 al 1953. Nuovamente interrotta per molti anni, questa corsa, definita da Enzo Ferrari “La Regina della Montagna”, dal 1986 si tiene ogni anno. L’edizione 2020 è stata rimandata a data da destinarsi a causa dell’emergenza legata al Covid-19.

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Testo di Andrea Carnino

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