VIDEO – Fiat 500 ad Avigliana: alla scoperta di una passione con i collezionisti della Valsusa

AVIGLIANA Al solo vederle scatta la nostalgia e un sorriso si dipinge sul volto delle persone che se le vedono sfilare davanti: sono le mitiche FIAT 500 storiche, quelle prodotte a Mirafiori e a Termini Imerese tra il 1957 e il 1975. L’utilitaria che nel 1957 venne battezzata come Nuova 500, per distinguerla dalle FIAT 500 Topolino A e B e dalla 500 C dei primi anni del dopoguerra, ha motorizzato l’Italia del boom economico e ha continuato a farlo fino alla metĆ  degli anni ā€˜70, diventando la prima auto dei baby boomers nati sino al 1964 e degli italiani della Generazione X nati tra il 1965 e il 1980. Alla passione per la FIAT 500 ĆØ dedicata la nuova puntata della rubrica ā€œStorie metropolitaneā€ curata dalla Direzione Comunicazione della CittĆ  metropolitana di Torino. Per capire le origini della passione che anima i collezionisti siamo andati a conoscere alcuni soci delĀ Coordinamento Valle di Susa del Fiat 500 Club Italia di Garlenda, di cui ĆØ responsabile Renato Breusa. Con i suoi 23.000 soci, il FIAT 500 Club Italia fondato a Garlenda nel 1984 ĆØ il più grande Club di modello al mondo ed ĆØ affiliato all’ASI dal 2000.

Fiat 500 ad Avigliana: alla scoperta di una passione con i collezionisti della Valsusa

Ma veniamo alĀ Coordinamento Valle di Susa, uno deiĀ 180 sparsi in tutto il mondo, che ogni anno organizza nel proprio territorio una serie di raduni, tutti patrocinati dalla CittĆ  metropolitana di Torino, in cui ilĀ collezionismoĀ si abbina con laĀ promozione turistica del territorio, da Sestriere a Trana, da Bruzolo a Giaveno. In riva alĀ Lago Grande di AviglianaĀ abbiamo incontrato Renato Breusa e altri soci del Coordinamento per capire quali emozioni e ricordi suscita una 500 perfettamente conservata o restaurata nel collezionista e in chi la vede passare nelle strade vicino a casa. Per chi ha almeno 60 anni la vettura icona dell’Italia del boom ĆØ sinonimo diĀ primi viaggi fuori portaĀ e diĀ vacanze in libertĆ Ā grazie al benessere conquistato con un lavoro sicuro. ā€œOgni anno, – spiega Renato Breusa – il FIAT 500 Club Italia organizza circa 200 raduni nel nostro Paese e constatiamo che il mito della 500 sta entusiasmando un numero crescente di persone, soprattutto giovani, attratte da un modello che ĆØ stato la prima automobile degli italiani negli anni del boom economico. Ancora oggi al Pubblico Registro Automobilistico italiano sono iscritte oltre 300.000Fiat 500ā€.

Ma qual ĆØ la reazione tipica delle persone che vedono passare l’icona del Made in Italy automobilistico degli anni ā€˜50 e ā€˜60? Quali sono le curiositĆ  che vogliono soddisfare parlando con i collezionisti? ā€œCi chiedono innanzitutto se le nostre automobili sono in vendita eĀ quanto vale un esemplare in buono stato, dal momento che i prezzi sono lievitati negli ultimi anni. – rispondeĀ Breusa – Molti hanno bei ricordi legati alle 500 di famiglia: ricordi di vita quotidiana, ma anche delle vacanze in Sicilia partendo da Torino. Qualche donna ci racconta di aver avuto le doglie e aver rischiato diĀ partorire sulla 500. E poi questa ĆØ ancoraĀ l’automobile di tutti i giorni per alcuni anzianiā€. Dunque, cosa significa stare al volante di un mito dell’industria automobilistica italiana? ā€œSignifica guidare ilĀ simbolo della prima motorizzazione degli italiani, diventato l’oggetto della passione di noi collezionisti. – rispondeĀ Nico Argirò, che di professione ĆØ autoriparatore a Sant’Antonino di SusaĀ e la suaĀ Nuova 500 del 1960 con le portiere controventoĀ se l’è restaurata da solo – L’impegno per la manutenzione non ĆØ gravoso, perché molti pezzi di ricambio sono ancora disponibili o vengono fabbricati. Se si ha un po’ di abilitĆ , non ĆØ difficileĀ effettuare le riparazioniā€.

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