
SANT’ANTONINO – Il sole splende in una giornata difficile di guerra in Ucraina e di solidarietà in Valsusa con la marcia della pace. Tantissimi, difficile davvero stabilire il numero, quanti hanno partecipato alla marcia della pace organizzata da Sant’Antonino a Villar Focchiardo. Don Antonello Taccori accoglie tutti, sulle sue guance le bandiere della Russia e dell’Ucraina. Due simboli di guerra oggi, di pace si spera domani. Con lui tantissimi amministratori da tutta la bassa Valle, fasce tricolori a rappresentare le comunità che si stringono al popolo ucraino colpito da una guerra che sembrava impossibile. In prima fila famiglie e bambini, tanti con palloncini, bandiere e striscioni. Poi cartelli, cappellini colorati. La vita che si rappresenta e vuol combattere la morte, la guerra. In piazza uno stop. Al telefono l’inviato di guerra de La Stampa Roberto Travan. “Qui si spara sulle case, sulla popolazione. Non c’è rispetto per nulla, la Russia sta conquistando il paese e c’è paura in tutti“.
IL SILENZIO, LA PACE
Parole che risuonano dagli autoparlanti e cadono come macigni. La sfilata silenziosa naviga nella natura valsusina sulla strada che collega i due comuni. Una fiumana di persone che non si vedeva da anni in modo così mite, solidale; con bambini, adulti, senza barriere politiche, religiose e di appartenenza. Don Antonello vuol parale ai bambini e lancia un messaggio grazie ad una poesia di Rodari. “Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola a mezzogiorno. Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per non sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno, né di notte, né per mare, né per terra: per esempio, la guerra“. A questo appuntamento ne seguiranno altri, la Valsusa ancora una volta ha presentato il suo carattere più bello.
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