Valsusa: azienda investe in un importante impianto fotovoltaico, tutto fermo per un cavillo burocratico

CHIUSA DI SAN MICHELE In un’epoca in cui si parla molto di utilizzo di energia pulita prodotta da fonti rinnovabili, in Valsusa si registra un caso che merita attenzione. I titolari di 4C, il colorificio di Chiusa di San Michele, nel 2024 hanno deciso di fare un importante investimento, dotando il tetto del loro edificio commerciale di un impianto fotovoltaico da 100 kW. Al momento della realizzazione è stata fatta tutta la procedura per rientrare in una  comunità energetica e prendere l’incentivo del 40% da GSE. L’intervento è stato ultimato correttamente, finanziato regolarmente, tant’è che l’azienda sta pagando il finanziamento. L’impianto ora dovrebbe entrare in rete, ma per poterlo fare, viste le dimensioni, è necessario che venga sostituita la cabina elettrica da parte di ENEL, la quale ha già accettato il preventivo e la cui quota è già stata saldata.

La burocrazia in Valsusa blocca un’azienda che investe nel fotovoltaico

Purtroppo però i lavori di sostituzione della cabina di zona non sono ancora iniziati per un rimbalzo di responsabilità tra ENEL e ANAS. – ci dice Francesco Calabrò, uno dei titolari – Da nove mesi quindi l’impianto non può funzionare, non può essere prodotta energia né per l’azienda, né per la comunità energetica, né per la rete. Non ci è possibile nemmeno accedere all’incentivo, perché questo prevede che i lavori e l’allacciamento alla cabina siano terminati. Oggi abbiamo un impianto ultimato, pronto, finanziato, pagato, ma fermo e che dunque non ci rende quanto sarebbe giusto. Come proprietà facciamo quindi un appello alle istituzioni, affinché la situazione venga chiarita e si trovi un accordo tra ENEL e ANAS per la sostituzione della cabina elettrica, in modo da poter collegare il nostro impianto fotovoltaico alla rete. Ci sembra assurdo che si spingano le aziende a investire in impianti produttori di energia pulita e poi per un cavillo burocratico un impianto nuovo e perfettamente funzionante non possa produrre energia pulita. È un danno per la nostra azienda e per il territorio”. Conclude Calabrò: “Non è mia intenzione colpevolizzare nessuno, ma spero che, passato il Giro d’Italia, si possa procedere al più presto con le opere, resto fiducioso che questo appello non rimanga inascoltato“. Cosa rispondono Enel e ANAS?

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