SUSA – VENAUS – La tensione in Val Susa torna a salire in occasione dell’avvio del Festival Alta Felicità, l’evento annuale a Venaus promosso dal movimento No Tav. Fin dalle prime ore della giornata, centinaia di attivisti e visitatori diretti alla manifestazione si sono trovati di fronte a un imponente dispositivo di sicurezza. Le forze dell’ordine hanno predisposto posti di blocco strategici lungo le principali arterie stradali, in particolare al casello autostradale di Sant’Ambrogio di Torino. Gli agenti stanno effettuando perquisizioni sistematiche ad automobili e zaini, rallentando il flusso di chi si appresta a raggiungere il campeggio per l’inizio del weekend. Per approfondire l’organizzazione della viabilità locale, è possibile consultare le indicazioni del Comune di Venaus.
La denuncia di Avs: “Repressione preventiva inaccettabile”
L’operazione ha scatenato immediate reazioni politiche. I consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Marco Grimaldi e Alice Ravinale, hanno diffuso un comunicato di dura condanna nei confronti della gestione dell’ordine pubblico. Secondo gli esponenti di Avs, le misure adottate rappresentano una forma di “repressione preventiva inaccettabile” nei confronti di una manifestazione che ha sempre rappresentato un momento di aggregazione, dibattito e festa culturale per la comunità. I rappresentanti politici sottolineano come tutti i cittadini abbiano il diritto di partecipare liberamente a un evento pacifico senza essere trattati preventivamente come elementi di rischio, ricordando le tutele costituzionali garantite dal Ministero dell’Interno in materia di pubblica sicurezza e libertà di riunione.
Schedature e fotosegnalazioni tra la stazione di Torino e la Valle
L’azione di monitoraggio non si limita alle strade, ma si estende all’intero sistema di trasporto pubblico ferroviario. Presso la stazione di Torino Porta Nuova e a bordo dei treni diretti verso Susa si registrano controlli capillari su passeggeri e bagagli. Le segnalazioni pervenute parlano di centinaia di persone già identificate, sottoposte a schedatura e, in diversi casi, a fotosegnalazione prima ancora di giungere a destinazione. Un presidio imponente che vede numerose camionette posizionate anche agli ingressi principali della città di Susa. La polemica promette di accompagnare l’intera durata della kermesse, prevista dal 24 luglio fino al pomeriggio di domenica, riaccendendo il dibattito sulle modalità di gestione del dissenso nella Valle.































