V-day: le prime dosi del vaccino anti-Covid sono arrivate in Piemonte Dall’ospedale Amedeo di Savoia di Torino saranno trasportate verso le altre province del Piemonte

Vaccino Covid

TORINO – V-day: le prime dosi del vaccino anti-Covid sono arrivate in Piemonte. Ad annunciarlo è il presidente Alberto Cirio. “Eccole qui, sono appena arrivate le prime dosi del vaccino anti-Covid destinate al nostro Piemonte. Ora dall’ospedale Amedeo di Savoia di Torino saranno trasportate verso le altre province del Piemonte. La speranza riparte da qui. V-day“. Oggi è la giornata dichiarata V-day dall’Unione Europea, sono arrivate in Piemonte le prime 910 dosi del vaccino anti-Covid della Pfizer/Biontech. Sono state recapitate all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino dalle Forze armate, incaricate del trasporto dallo Spallanzani di Roma, punto nazionale di concentrazione. Il prodotto è distribuito in una cryo-box, borsa che consente di mantenerlo ad una temperatura tra i 2 e gli 8°. Unitamente ai materiali per la somministrazione (siringhe, aghi, diluenti).

IN QUALI OSPEDALI

Il personale dell’Amedeo di Savoia, punto di concentrazione del Piemonte, entro le ore 9 provvederà alla suddivisione delle quantità assegnate alle 10 strutture da cui partirà simbolicamente la campagna vaccinale. Dove le fiale verranno consegnate dalla Protezione civile regionale: gli ospedali Amedeo di Savoia (210 dosi), San Giovanni Bosco (80), Città della Salute (80) e Mauriziano di Torino (80), Croce e Carle di Cuneo (80), Maggiore della Carità di Novara (80) e SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo (80) di Alessandria, la casa di riposo Città di Asti (70), l’Apsp De Pagave (70) di Novara, La Residenza di Rodello, in provincia di Cuneo (70). Subito dopo aver ricevuto le dosi, i dieci centri dovranno provvedere immediatamente all’inoculazione, che vedrà impegnate circa 130 persone.

CHI SARÀ VACCINATO

Saranno vaccinati solamente i soggetti inclusi nella prima fase della campagna vaccinale. Medici, infermieri e personale amministrativo operanti nei presìdi ospedalieri e nelle Rsa e nelle Ra dove risiedono i soggetti che per la loro fragilità necessitano di essere sottoposti al più presto al trattamento vaccinale. “Salutiamo questo momento, manifestando riconoscenza a tutti coloro che lo hanno reso possibile. – commenta l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi – Siamo ad una svolta decisiva nella lotta contro il Covid-19. Tutto è pronto perché il vaccino possa essere utilizzato ovunque in Piemonte. La guerra non è finita, ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma da ora in avanti disponiamo di un’arma strategica e di assoluta importanza per respingere il contagio”.

I COMMENTI

Per il commissario per il Piano vaccinale Covid-19, Antonio Rinaudo “sarà una giornata simbolica. Consentirà di testare la macchina organizzativa, che sarà operativa dalla settimana del 28 dicembre. Il lavoro di medici, infermieri, oss, personale amministrativo e della Protezione civile interagirà con le infrastrutture informatiche regionali e nazionali, per consentire il continuo monitoraggio della situazione. Il protocollo sarà rigidamente applicato e non vi saranno soggetti privilegiati non rientranti nelle categorie individuate”. “Il 27 dicembre rappresenta un avvio simbolico, la dimostrazione che finalmente si inizia a vaccinare. – aggiunge il commissario generale dell’Unità di crisi, Vincenzo Coccolo – Ma per noi è anche un banco di prova per testare la complessa organizzazione che ci siamo dati per arrivare a immunizzare tutta la popolazione piemontese”.

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