SANT’AMBROGIO – Importante confronto in Valsusa con il presidente di Uncem Marco Bussone, il Presidente dellāUnione Montana Pacifico Banchieri, il Sindaco Silvano Barella, l’onorevole Daniela Ruffino e i numerosi amministratori locali, ĆØ emersa una veritĆ che la politica nazionale non può più ignorare: vivere e amministrare in montagna non ĆØ un privilegio, ma un atto di autentico pionierismo. Non si tratta di concedere regali o favori a questi territori, ma di restituire ciò che nel tempo ĆØ stato sottratto in termini di risorse, servizi e attenzione. Chi governa queste aree affronta sfide quotidiane immense per garantire la tenuta sociale e la sicurezza ambientale. Gli amministratori montani svolgono una funzione essenziale per lāintera collettivitĆ : presidiano il territorio e prevengono il dissesto idrogeologico, proteggendo indirettamente anche le aree urbane e le pianure. Ignorare le loro necessitĆ significa mettere a rischio la stabilitĆ di tutto il Paese.
Incontro con Uncem e i sindaci della Valle Susa per ribadire il valore dei piccoli comuni e la tutela del territorio.
Per queste ragioni, la mia opposizione al decreto Calderoli ĆØ netta e determinata. La riduzione dei comuni montani non rappresenta una riforma di efficienza, ma una scelta miope che indebolisce territori giĆ fragili, aumentando esponenzialmente il rischio di spopolamento e abbandono. Nella riunione con i Sindaci della Valle Susa ĆØ emersa una voce unica e forte contro una burocrazia che ignora le peculiaritĆ delle aree interne. Difendere i piccoli comuni significa difendere lāItalia reale, quella che non può e non deve essere lasciata indietro. Sostenere chi tiene vive queste comunitĆ ĆØ un dovere morale e strategico: solo garantendo dignitĆ e risorse a chi presidia le nostre vette potremo dire di stare davvero tutelando il futuro dell’Italia e la sicurezza di tutti i suoi cittadini.
































