Una visita a Chiomonte alla scoperta della farfalla Zerynthia

CHIOMONTE – Chiomonte terra di vino, Chiomonte oasi dell’alta Valsusa, che ancora una volta ha svelato un suo aspetto poco conosciuto e importante: la natura, quella minuta e nascosta. Alla guida di un buon gruppo di curiosi, nel ā€œBioBlitzā€, si sono alternati gli esperti dell’UniversitĆ  di Torino. L’idea della passeggiata in terra di Val Clarea, una valle stretta spartiacque tra due versanti montani,Ā  ĆØ nata dagli studiosi del progetto sulla biodiversitĆ , legata alla ricerca e protezione della farfalla Zerynthia.

LA FARFALLA DI CHIOMONTE

CosƬ il Museo Archeologico di Chiomonte ha aperto le porte ai visitatori per scoprire insieme: la fauna, la flora e l’ambiente chiomontino in un’esperienza che si ĆØ rivelata di educazione naturalistica e a tratti scientifica con la scoperta di piante, quelle autoctone, e delle curiose farfalle.

Gita alla farfalla di chiomonte

I LAVORI DELL’UNIVERSITƀ

L’attivitĆ  di studio sulla biodiversitĆ  dell’UniversitĆ  di Torino ha sede presso il Museo Archeologico di Chiomonte dove ci sono i laboratori di ricerca per lo studio del territorio e della farfalla di Chiomonte. Succede cosƬ, che in un angolo fino a pochi anni fa sconosciuto a tutti, che il cantiere della Torino-Lione ĆØ diventato anche un luogo di ricerca sulle specie protette. Il progetto sulla BiodiversitĆ  ĆØ stato avviato da TELT, la societĆ  italo-francese incaricata della realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione, con l’UniversitĆ  di Torino.

Gita alla farfalla di chiomonte

LA FARFALLA ZERYNTHIA

L’UniversitĆ  ha iniziato le ricerche sul territorio che proseguiranno quest’anno per completare uno studio e una classificazione più completa possibile. L’iniziativa ĆØ stata attivata nell’ambito della convenzione stipulata con l’Ateneo per la salvaguardia della farfalla, l’ormai famosa Zerynthia, nell’area limitrofa al cantiere de La Maddalena. La ricerca dell’UniversitĆ  sta proseguendo per censire la specie, valutarne la consistenza numerica e la sua distribuzione anche nell’ottica di salvaguardarla in vista dell’ampliamento del sito per i lavori del tunnel del Moncenisio. Poco importa che nella stessa giornata si siamo incontrati due gruppi di visitatori, come ha detto una scienziata: “La natura non conosce la politica“.

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