ROMA ā Nel rispetto di una tradizione ultracentenaria, il 17 febbraio 2026 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri in Roma, ĆØ stata celebrata la messa in suffragio di Don Alberto Genovese, duca di San Pietro nellāanniversario della sua morte avvenuta nel 1776. Con una solenne cerimonia i GranatieriĀ hanno ricordato il proprio benefattore, Don Alberto Genovese, Duca di San Pietro, patrizio sardo, figlio di Don Bernardino Antonio Genovese che, il 10 luglio 1744, costituƬ in Cagliari, a sue spese, il Reggimento di SardegnaĀ con il fine di garantire la sicurezza dei coloni appena approdati sullāisola. A seguito di una donazione al reggimento, dispose la celebrazione perpetua dellāanniversario della sua morte. La tradizione ĆØ tramandata dai Granatieri di SardegnaĀ discendenti in linea diretta dellāantico reggimento di Sardegna.
Parata e commemorazione per il Duca di San Pietro
La cerimonia ĆØ stata preceduta dallo sfilamento dei Granatieri di Sardegna in armi per le vie della Capitale con le Bandiere di guerra del 1° e del 2° Reggimento āGranatieri di Sardegnaā e del 3° Reparto Comando e Supporti Tattici āGranatieri āGuardieā ed un Reggimento di formazione comandato dal Colonnello Giuseppe Rauso Comandante del 2° Granatieri, oltre ovviamente la Musica dāOrdinanza. La funzione religiosa ĆØ stata celebrata, allāinterno della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, dallāOrdinario Militare Ā Monsignor Franco Saba.
Alla suggestiva cerimonia hanno preso parte il Prefetto di Roma Dott. Lamberto Giannini, il Generale di Corpo dāArmata Lorenzo DāAddario Comandante del Comando delle Forze Operative dellāEsercito, gli ex Comandanti della Brigata āGranatieri di Sardegnaā nonchĆ© lāattuale Generale di Brigata Giuseppe Diotallevi e numerose altre AutoritĆ . Altrettanta consistente la partecipazione dei rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e dāArma e cittadini romani. LāAngs ā Ets era rappresentata dal Medagliere con il Presidente nazionale Generale Divisione (ris.) Giovanni Garassino, un folto numero di Labari e Colonnelle dei Centri regionali e delle Sezioni con i Granatieri Angs arrivati da tutta Italia e numerosa ĆØ stata la rappresentanza piemontese (Torino, Pinerolo, Fossano, Vercelli).Ā Significativa la presenza dei discendenti in linea diretta di don Alberto Genovese, a dimostrazione di un attaccamento a una tradizione ultracentenaria che li ha sempre visti partecipi e vicini ai āGiganti con gli Alamariā.
































