Una petizione per i livelli di PFAS nell’acqua in Valsusa

VALSUSA- Una petizione per i livelli di PFAS nell’acqua in Valsusa.

OLTRE 1500 FIRME PER CHIEDERE LA MESSA AL BANDO DEI PFAS NELLE ACQUE POTABILI IN VALSUSA

ā€œNel primo trimestre del 2023, sono stati riscontrati livelli elevati di PFAS (sostanze chimiche polifluoroalchiliche o fluoruri alchilici) nelle acque potabili degli acquedotti pubblici della Val di Susaā€. Esordisce cosƬ il testo della petizione online lanciata su Change.org dal Comitato Salute Pubblica e Ambiente per chiedere la messa al bando di queste sostanze nelle acque potabili, petizione che in pochi giorni ha superato le 1500 firme. ā€œI dati sono stati rilasciati ufficialmente dalla SMAT, la societĆ  a partecipazione pubblica che gestisce gli acquedotti nella provincia di Torino. Alcune di queste sostanze, come il PFOA e il PFOS, sono state ufficialmente classificate come cancerogene dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e dell’Organizzazione Mondiale della SanitĆ  (OMS), proprio nel 2023ā€, spiega il testo. ā€œL’inquinamento da queste sostanze può derivare in modo più specifico dai rifiuti di lavorazione delleĀ aree industriali, da prodotti utilizzati nei cantieri, dai movimenti terra e dalle discariche di vario tipoā€, prosegue la petizione.

UNA PETIZIONE

ā€œQueste sostanze tossiche rappresentano un grave rischio per la salute umana, necessiterebbero di un controllo talmente rigoroso e costante da diventare perfino impossibile oltre un certo livello. Purtroppo i limiti prescritti dalla legge attuale, benchĆ© siano stati recentemente abbassati, non consentono di stare tranquilli e abbassare la guardia. Ciò ĆØ dimostrato scientificamente, difatti alcuni paesi europei hanno posto limiti di gran lunga inferiori alla normativa vigente (Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia). In Italia oggi c’ĆØ il limite nelle acque potabili di 100 nanogrammi di PFAS per litro, in Danimarca ad esempio il limite ĆØ stato posto a 4 nanogrammi litro, cioĆØ 25 volte inferioreā€, spiegano gli autori dell’appello.Ā Per tutti questi motivi, le richieste della campagna sono:Ā ā€œcome primo passo, a tutte le autoritĆ  competenti unaĀ maggiore vigilanza e una totale trasparenza riguardo ai livelli di PFASĀ presenti nelle nostre acque potabili, ilĀ libero accesso a tutti i dati di verifica delle acque, un protocollo diĀ intervento immediato per identificare con precisione le fonti di inquinamento e ridurre drasticamente le concentrazioni riscontrate, puntando ad eliminarle del tutto.ā€

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