CESANA TORINESE – Il 3 agosto 1944 le truppe tedesche della Luftwaffe fecero irruzione nell’abitato di Champlas Seguin, nei pressi di Sestriere. Durante l’operazione avvistarono due combattenti ribelli che, al termine di un breve e concitato scontro a fuoco, vennero sopraffatti e presi prigionieri. Si trattava del ventottenne Alfredo Rolle e del giovanissimo Armando Ventrella, appena sedicenne, entrambi torinesi e appartenenti alle formazioni della Divisione Autonoma Val Chisone. Alcune ricostruzioni storiche indicano tuttavia la Val Argentera come probabile luogo della loro cattura, a testimonianza di una memoria locale complessa e articolata, custodita nei documenti sulla Resistenza italiana.
Il tragico epilogo a Bousson
Dopo l’arresto, Rolle e Ventrella furono sottoposti a un duro e violento interrogatorio da parte degli occupanti. Il giorno seguente, il 04 agosto 1944, i due partigiani vennero condotti a Bousson, frazione del comune di Cesana Torinese. LƬ consumarono la loro condanna: vennero pubblicamente impiccati al balcone di un edificio situato nella piazza principale del paese, intitolata a Didier. L’esecuzione voleva essere un chiaro segnale di terrore indirizzato alla popolazione locale, una prassi tragicamente diffusa durante i mesi più duri dell’occupazione nazi-fascista in Piemonte.
Il destino comune dei fratelli Ventrella
La vicenda di Armando Ventrella si intreccia a una trama familiare ancora più dolorosa. Armando aveva un fratello maggiore, Vincenzo, di 19 anni, anch’egli attivo nella lotta di liberazione all’interno di un’altra formazione partigiana. Soltanto due settimane prima del martirio di Bousson, il 19 luglio 1944, Vincenzo era stato catturato dai tedeschi e impiccato a Orbassano. La storia dei due giovani fratelli torinesi e di Alfredo Rolle rappresenta un frammento emblematico della memoria storica nazionale, oggi conservata e approfondita da istituzioni specializzate come l’Istituzione culturale Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza.































