Una lettera scritta a Condove, nel 1918, durante la tremenda epidemia dell’influenza spagnola

CONDOVE – La speranza per il futuro ci arriva dal passato. Il sindaco di Condove, Jacopo Suppo, scrive: “Oggi una condovese ci ha fatto un grande regalo. Una lettera scritta a Condove, nel 1918, dalla sua bisnonna, durante la tremenda epidemia dell’influenza spagnola. Una famiglia divisa dalla malattia, dall’isolamento e dalle misure restrittive dell’epoca. Eravamo più soli, più spaventati, più poveri, con meno strumenti sia tecnologici, sia scientifici. Eppure ce l’abbiamo fatta. Ce la faremo anche questa volta. Siamo un grande, grande Paese. Non dimentichiamocelo mai! Torneremo più forti e più uniti di prima“.

LA LETTERA

Il testo della lettera scritta a Condove durante l’influenza spagnola: “Condove, 9-9-18. Cari Genitori, giorni addietro giĆ  volevo scrivervi, ma credendo di poter andare su domenica, ho tralasciato. Ma adesso causa tutti questi mali che c’ĆØ in giro specialmente qui a Condove e contorni di questi tanti e tanti ammalati ĆØ venuto su da Torino un maggiore della Croce Rossa. E adesso non lasciano allontanarsi più nessuno da Condove. PerchĆ© infettazione non si allarghi. Noi però per il presente stiamo tutti bene e speriamo di voi altrettanto“.

L’INFLUENZA SPAGNOLA

L’influenza spagnola fu una pandemia influenzale, insolitamente mortale. Tra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo. Arrivò a infettare circa 500 milioni di persone, provocando il decesso di 50-100 milioni di persone su una popolazione mondiale di circa 2 miliardi. La letalitĆ  le valse la definizione di più grave forma di pandemia della storia dell’umanitĆ . Ha infatti causato più vittime della terribile peste nera del XIV secolo. La maggior parte delle epidemie influenzali uccide quasi esclusivamente pazienti anziani o giĆ  indeboliti. Al contrario, la pandemia del 1918 uccise prevalentemente giovani adulti precedentemente sani. Sono state formulate diverse possibili spiegazioni per l’alto tasso di mortalitĆ  di questa pandemia. Studi recenti, basati principalmente su referti medici originali del periodo della pandemia, hanno rilevato che l’infezione virale stessa non era molto più aggressiva di altre influenze precedenti. Ma che le circostanze speciali, guerra, malnutrizione, campi medici e ospedali sovraffollati, scarsa igiene, contribuirono ad una superinfezione batterica.

LA CONCOMITANZA CON LA PRIMA GUERRA MONDIALE

In Europa il diffondersi dell’influenza spagnola fu aiutato dalla concomitanza degli eventi bellici relativi alla prima guerra mondiale. Nel 1918, il conflitto durava ormai da quattro anni ed era diventato una guerra di posizione. Milioni di militari vivevano quindi ammassati in trincee sui vari fronti favorendo cosƬ la diffusione del virus. All’influenza fu dato il nome di “spagnola” poichĆ© la sua esistenza fu riportata dapprima soltanto dai giornali spagnoli. La Spagna non era coinvolta nella prima guerra mondiale e la sua stampa non era soggetta alla censura di guerra. Mentre nei paesi belligeranti la rapida diffusione della malattia fu nascosta dai mezzi d’informazione, che tendevano a parlarne come di un’epidemia circoscritta alla Spagna.

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