La Madonna del Rocciamelone non è soltanto una statua bronzea di tre metri che domina la Val di Susa dai suoi 3538 metri di altezza; è un simbolo di devozione e fatica umana, portata in vetta dagli alpini del Battaglione Susa grazie a una volontà incrollabile. Accanto al Santuario Mariano più alto d’Europa, questa effige ha ispirato poeti e compositori del calibro di Bepi De Marzi e Marco Màiero. L’artista Guido Adaglio, attraverso la sua tecnica mista su carta, ha saputo catturare l’essenza spirituale di “Maria lassù”, trasformando la maestosità della vetta in un’opera dal profondo significato emotivo, rendendo omaggio a un’esperienza che ogni escursionista vive in modo unico a ogni ascesa.
L’artista Guido Adaglio
Realizzata nel 2014, l’opera di Guido Adaglio nasce da una commissione speciale destinata a Monsignor Renato Boccardo, originario proprio della Val di Susa e già Arcivescovo di Spoleto-Norcia. Il dipinto celebra il legame indissolubile tra il territorio e la festività dell’Assunzione del 15 agosto, unendo la fede alla storia locale. Sebbene la creazione originale non sia disponibile, il suo valore iconografico continua a raccontare l’impresa storica dell’armatura interna da 800 chilometri trasportata a braccia e la bellezza di una statua che, divisa in otto pezzi, ha trovato casa tra le nuvole. L’arte di Adaglio si fa così custode di una tradizione che unisce la maestria tecnica alla profonda devozione alpina.
































