TORINO – Tumori sul lavoro, strutture dedicate nelle Asl in Piemonte. āĆ intenzione della Regione introdurre allāinterno delle Asl strutture sanitarie deputate a valutare la sicurezza dei luoghi di lavoro, anche per il rischio oncologico. Mediante il rilancio di attivitĆ di medicina del lavoro. Lāobiettivo ĆØ quello di disporre di valutazioni omogenee sul territorio regionale. E di consentire la raccolta di dati che possano essere utilizzati pure per orientare gli interventi di controllo sulla base di una effettiva valutazione del rischio lavorativoā. CosƬ ha risposto lāassessore alla SanitĆ Luigi Icardi in una nota letta dallāassessore Fabrizio Ricca, allāinterrogazione presentata dalla consigliera Francesca Frediani (Mo4). La quale ha chiesto di conoscere quali siano le iniziative previste dalla Regione al fine di istituire un sistema di valutazione della storia lavorativa dei pazienti affetti da tumori occupazionali a bassa frazione attribuibile.
LA REGIONE
La Regione Piemonte, ha precisato lāassessore, dāintesa con la rete oncologica piemontese, ha giĆ promosso unāiniziativa per aumentare la consapevolezza dei diritti dei pazienti. Gli specialisti che operano allāinterno dei Gic (Gruppi Interdisciplinari Cure) acquisiranno nel corso delle visite oncologiche alcune semplici informazioni aggiuntive sullāesposizione lavorativa dei pazienti ai quali viene posta una diagnosi di tumore al polmone o alla vescica. Nel modello attuale, nel caso emergesse una possibile correlazione con lāattivitĆ lavorativa, gli operatori informeranno i pazienti sulla possibilitĆ di rivolgersi gratuitamente a un ente di patronato. Il quale provvederĆ a valutare, attraverso il ricorso di specialisti, circa la possibilitĆ di avviare le pratiche necessarie per il riconoscimento e il risarcimento del danno da parte di Inail.
LE CAUSE
Le principali cause di tumore sono state identificate nellāesposizione a stili di vita dannosi per la salute e fattori ambientali, sia di tipo occupazionale che non-occupazionale. In particolare per i fattori occupazionali sarebbe attribuibile circa il 4/5% dei tumori maligni con forti differenze tra generi e tra sedi tumorali. Nel corso delle interrogazioni e interpellanze ĆØ stata fornita risposta agli atti ispettivi di Silvio Magliano (Moderati). Sui defibrillatori semiautomatici (DAE) perchĆ© siano davvero utili (e dunque salvino vite umane) devono essere capillarmente diffusi, opportunamente mantenuti e rigorosamente mappati e sulle Case Atc, la legge regionale numero 6/2015 sia finalmente applicata.
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