CHIOMONTE – Una nuova notte di violenza ha scosso la Val di Susa, dove gli attivisti No Tav si sono scontrati duramente con le forze dell’ordine nei pressi del cantiere di Chiomonte. I manifestanti, partiti dal presidio dei Mulini, hanno raggiunto le recinzioni della Val Clarea dando vita a una fitta sassaiola contro gli agenti. La polizia ha risposto all’assalto utilizzando idranti e lacrimogeni per disperdere i blocchi più violenti e proteggere l’intera area strategica.
Le motivazioni della protesta e le reazioni
I militanti hanno rivendicato l’azione sui canali social ufficiali, opponendosi fermamente all’opera della linea Torino-Lione, definita come un simbolo di devastazione ambientale e militarizzazione del territorio. Sul sito istituzionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono attive le informative ufficiali sui lotti costruttivi, mentre le reazioni politiche non sono tardate: il vicepremier Matteo Salvini ha espresso una dura condanna via social definendo inaccettabili gli attacchi.
Il dibattito economico e sindacale
Le reazioni del mondo sindacale evidenziano la profonda spaccatura sul tema delle grandi opere. La Filca-Cisl ha definito l’attacco gravissimo, ribadendo la necessitĆ di tutelare la sicurezza degli operai edili. Per approfondimenti sullo sviluppo infrastrutturale e la tutela dei lavoratori, ĆØ possibile consultare il portale della Cisl Nazionale. L’infrastruttura ferroviaria resta al centro dell’agenda economica per incrementare il collegamento logistico verso l’Europa.

































