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Trasporto scolastico: a Susa partirà lo Scuolabus, lo conferma l’amministrazione Sono in fase di lavorazione le procedure per il suo affidamento

Susa, la Scuola Primaria corso Couvert

SUSA – Trasporto scolastico: a Susa partirà lo Scuolabus, lo conferma l’amministrazione. Per gli studenti dell’anno scolastico 2019/2020, scuole primarie statali e paritaria e della scuola secondaria di primo grado lo Scuolabus è sicuro. L’amministrazione comunale di Susa in una nota porta a conoscenza delle famiglie degli studenti che il servizio trasporto scolastico sarà rinnovato. Sono in fase di lavorazione le procedure per il suo affidamento. A partire dall’inizio del mese di settembre, gli uffici comunali forniranno, alla luce della recente normativa in materia, le modalità per l’erogazione del servizio.

Susa, Liceo Rosa

UN PASTICCIO ITALIANO

Sulla norma “salva scuolabus”, contenuta nel Decreto scuola, pesa la crisi di Governo. Il Decreto è stato approvato salvo intesa nel Consiglio dei Ministri. La questione dei precari della scuola da assorbire nelle piante organiche non ha infatti messo d’accordo le due forze di Governo. Così anche la norma scuolabus, che modifica il decreto legislativo 63 del 2017, rischia di morire prima di nascere. E di non andare in Gazzetta Ufficiale il 28 agosto come annunciato da diversi Parlamentari. Uncem lo aveva detto, qualche giorno fa: risultato raggiunto sì, ma aspettiamo l’intesa prima di cantare vittoria, aspettiamo la pubblicazione del Decreto e la sua conversione“.

MANCA LA NORMA DEL GOVERNO

C’eravamo arrabbiati nei giorni scorsi perché in Parlamento, prima del mese e mezzo di ferie fissato dai Presidenti delle Camere, non si era intervenuto su una norma che riguarda migliaia di piccoli Comuni, in particolare montani, che sarebbero di fatto impossibilitati a cofinanziare o finanziare interamente lo scuolabus. Rimaniamo in attesa, sospesi, e senza troppa fiducia alla vigilia di una settimana nella quale si capirà che fine fa il Governo. E anche il Decreto Scuola. Ancora una volta, le autonomie locali sono appese, per una questione non certo banale, ai litigi politici di rappresentanti eletti. La democrazia, le esigenze concrete del Paese, delle famiglie in questo caso, degli Enti locali, delle imprese, restano nel limbo delle polemiche, delle contrapposizioni, della mancanza di visione e di futuro.

Tutto fermo, ancora una volta. Mentre noi, Comuni, piccoli, montani, efficaci e senza debiti, i servizi continuiamo a garantirli, allo sviluppo locale vogliamo continuare a pensare, a lavorare. Con un vuoto di potere centrale, con una mancanza di politica e politici, che di certo non fa bene all’Italia vera, delle comunità, delle aree interne e montane. Stiamo a vedere che succede. Ma oggi, sugli scuolabus e i bilanci comunali, dopo le sentenze della Corte dei Conti, non siamo affatto tranquilli“. così ha scritto il presidente di Uncem.