Susa: rifatta la passerella in piazza Savoia, nella speranza di chiudere lo scavo Lavori dal 2008 per più di un milione di euro

Meyer Susa

SUSA – Piazza Savoia a Susa torna alla ribalta. Questa volta si tratta del marciapiede a lato dello scavo romano. L’amministrazione è stata costretta a rimuovere la passerella e rifare il passaggio, non una scelta ma una questione di sicurezza. Altri soldi che sono caduti nel buco, lo scavo, mai voluto e che tutte le amministrazioni hanno in questi anni cercato di chiudere. Sulla vicenda si sono spese parole e interventi. L’ultima è dello scorso ottobre. Se ne parlò in Consiglio Comunale. In sintesi. Sandro Plano, ora in minoranza, nelle settimane di campagna elettorale aveva sorpreso la città dichiarando. “Si sta concludendo l’iter che darà soluzione al problema della viabilità in questa zona nevralgica di Susa. La Soprintendenza ha valutato positivamente la proposta di reinterrare gli scavi archeologici in attesa di futuri finanziamenti che permetteranno la realizzazione del progetto scelto con un concorso di idee. Fra poco si interverrà per ampliare la zona parcheggio e a sostituire la siepe con aiuole fiorite. In autunno, definite le modalità d’intervento, si attuerà la seconda fase“.

LO SCAVO VERRA’ CHIUSO?

La nuova amministrazione di Piero Genovese, propensa a chiudere lo scavo, non aveva però trovato traccia del dialogo tra Comune e e Sovrintendenza. Adesso un nuovo intervento economico che si va a sommare a quelli già inghiottiti nelle piazza. Era sabato 20 dicembre del 2008 quando il presidente dell’allora Provincia di Torino, Antonio Saitta, inaugurò quella che enfaticamente fu chiamato “risistemazione e valorizzazione del patrimonio archeologico, realizzato grazie alla sinergia tra la Provincia e la Città di Susa”. Il costo complessivo degli interventi, iniziati nel giugno 2005 e terminati nel dicembre 2008, fu di 1 milione 320 mila Euro. Son passati undici anni, gli scavi a Susa in piazza Savoia per altro già oggetto di rilievo all’inizio del Novecento da parte del Genio Militare, per decisione della Soprintendenza furono lasciati in luce dimezzando una parte della piazza lasciata tra l’erbacce e un mancorrente le fondazioni di quello che si presume essere il Foro della città in epoca romana.

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