SUSA – E’ un giorno triste per Susa e per la famiglia alpina della Valsusa, Gianfranco Bartolotti ĆØ morto. Nella vita era stato ferroviere fino alla pensione. Poi s’era diviso tra la famiglia, marito, papĆ e da qualche anno nonno, da una parte. Dall’altra l’impegno sociale come volontario. Decine di viaggi come accompagnatore a Lourdes con la spilla dell’OFTAL. Poi in Croce Rossa a Susa al servizio dei bisognosi. Da sempre, si parla del giorno il congedo, nell’Associazione Nazionale Alpini. Lui geniere alpino,Ā rivendicava con orgoglio la sua nappina cresimi. Con il gruppo di Susa ha girato l’Italia in lungo e in largo. Come capo gruppo ha organizzato anno dopo anno le trasferte per le Adunate Nazionali. Poi c’erano gli impegni della Sezione. Ad Exilles per l’annuale ritrovo e in cittĆ per le manifestazioni di rito dove non mancava mai di sistemare i tricolore.
ALPINO
Gianfranco non si tirava mai indietro, sempre presente e operoso. Borbottava, quando una cosa non gli piaceva, ma poi sapeva tirare dritto e mettersi al servizio degli altri. Fu uno degli artefici del Raduno degli Alpini che fu organizzato a Susa nel 2016. L’Arena Romana piena con mai, per due sere consecutive, furono tra le sue mansioni nell’organizzazione. Credeva negli altri, aveva profondi valori con i quali ha sempre vissuto e gli sono stati da guida. Anche nella Sezione Valsusa ĆØ stato al fianco del presidente Giancarlo Sosello, suo grande amico, per tanti anni. Nell’ultimo periodo era anche il responsabile della Fanfara che accompagnava nei tour. Si usa dice che “ha posato lo zaino a terra”, mancherĆ a tutti un galantuomo, un amico.

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