“La Moncenisio” di Condove, da Fortunato Bauchiero a Mario Magnetto Luogo cardine della crescita del paese

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CONDOVE – Le Officine Moncenisio, già Società Anonima Bauchiero, erano un’industria meccanica italiana, il cui stabilimento di produzione sorgeva in Valsusa a Condove. La società è nota per la costruzione di veicoli ferrotranviari ma risultò attiva in numerosi settori dell’industria manifatturiera per i trasporti. Fondata nel 1906 per iniziativa di Fortunato Bauchiero, l’azienda caratterizzò per decenni il panorama della città della Valsusa fino al fallimento, avvenuto nel 1974. Parte degli stabilimenti furono in seguito riconvertiti alla produzione di acciai speciali. La produzione delle officine Moncenisio comprendeva veicoli ferrotranviari e componenti. Anche il settore stradale non era trascurato, con la fornitura di “carri per trasporti su strada“, e carrozzerie per autobus. Durante i periodi bellici parte della produzione fu indirizzata alle armi e componenti per le costruzioni navali e riparazioni aeronautiche, mettendo a frutto le capacità maturate nelle costruzioni meccaniche.

Condove Officine Moncenisio

LA FABBRICA

La fabbrica, che in breve tempo fece assurgere Condove al ruolo di centro industriale più importante della Valsusa. Nacque in un periodo in cui la forte dipendenza dell’estero per il materiale rotabile ferroviario e per altri manufatti industriali suggeriva una maggiore autonomia, favorita dalla nazionalizzazione delle ferrovie appena attuata e dal conseguente programma di sviluppo del parco rotabili; in tale clima la “Bauchiero” seppe in breve tempo conquistare posto di primo piano nella produzione del materiale rotabile ferroviario anche destinato all’esportazione. Durante le guerre mondiali, a partire dal 1916, la società produsse su licenza gli aerei nonché ulteriore materiale a scopo bellico quali affusti su ruote, torpedini per blocco marittimo e boe telefoniche per sommergibili.

Condove Moncenisio 2

Condove Officine Moncenisio

DOPO LA GUERRA

Nel 1964 la Moncenisio era ormai diventata il più grande stabilimento metalmeccanico della Valsusa. I arrivando l’anno successivo a totalizzare mille dipendenti; il bilancio risultava ancora in perdita, ma l’azienda, in ripresa, aveva ottenuto commesse per macchinari da Romania, Polonia e Unione sovietica in virtù delle quali venne ottenuto nel 1965 un finanziamento di 700 milioni di lire da parte dell’Istituto Mobiliare Italiano.

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