Susa: la tradizionale festa nella cappella della frazione San Giuliano che compie 200 anni Ha celebrato messa il parroco don Ettore De Faveri

SUSA – Si è svolta domenica 9 gennaio, nella piccola frazione di Susa San Giuliano la messa celebrativa e piccolo momento di festa presso la bellissima cappella che quest’anno ha compiuto 200 anni. Per l’occasione d’incontro tra gli abitanti della frazione è stata presente l’amministrazione comunale.

LA CAPPELLA

La cappella di San Giuliano, edificata nel 1822, sorge nell’omonima frazione di Susa all’interno del centro abitato. La facciata è profilata a capanna. Due lesene di ordine pseudo-dorico la racchiudono ai alti ad altre due incorniciano la porta d’ingresso. Sopra quest’ultima è posta una finestra mistilinea e una meridiana. Conclude in sommità la facciata un timpano triangolare che reca al centro una finestra ad oculo circolare. Il campanile, a pianta quadrata, è disposto sul muro d’ambito destro. Il tetto è a due falde con testa di padiglione e manto in lose. L’interno è sviluppato secondo uno schema a navata unica, conclusa da abside semicircolare. La cantoria in muratura è addossata alla controfacciata.

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SAN GIULIANO

Secondo la leggenda di origine nordica, Giuliano nacque il 13 o il 29 gennaio dell’anno 631 ad Ath (in Belgio) da una nobile famiglia. Il giovane era un tipo violento e facile all’ira e si narra che durante una battuta di caccia un cervo che stava per morire gli predisse che avrebbe ucciso i suoi genitori. La funesta profezia si avverò, alcuni anni dopo, quando i genitori giunsero al suo castello mentre lui era assente per una battuta di caccia e la moglie, una nobile vedova conosciuta in Spagna, offrì loro il letto nuziale per la notte. Al mattino, Giuliano rientrò in casa e credendo che la moglie fosse con un amante estrasse la spada e li uccise. Per espiare la colpa, si trasferì in Italia insieme alla consorte e iniziò una lunga peregrinazione, dalla Sicilia ad Aquileia, fino alle rive del fiume Potenza, che in quel tempo era navigabile, dove per tutta la vita traghettò viandanti e pellegrini offrendo loro assistenza.

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