SUSA – il 30 novembre a Susa, l’Associazione Nazionale Carabinieri Sezione di Susa “Carabiniere Reale Luigi Cordola – M.A.V.M.”, presieduta dal S.Ten. Angelo Di Bonito, celebrerà con solenne cerimonia la “VIRGO FIDELIS”. Sotto questo nome la Vergine Maria è divenuta Patrona dell’Arma dei Carabinieri dall’11 novembre 1949, data di promulgazione del Breve relativo di Papa Pio XII, che in tal senso aveva accolto il voto unanime dei cappellani militari dell’Arma e dell’Ordinario Militare per l’Italia. La ricorrenza della Patrona è stata fissata dallo stesso papa Pio XII per il 21 novembre, giorno in cui cade la Presentazione della Beata Vergine Maria e la ricorrenza della battaglia di Culqualber. Nella circostanza attuale sarà celebrato l’84° anniversario dell’epica “battaglia di Culqualber e la “Giornata dell’Orfano” – O.N.A.O.M.A.C. (Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri) che costituisce una concreta vicinanza con le famiglie dei militari scomparsi.
I Carabinieri a Susa
Il programma – Ore 09,45 una rappresentanza dell’ANC e dell’Arma in servizio si recherà presso il monumento dedicato all’Arma dei Carabinieri sito in Piazza Arsenio Favro – Susa, dove si svolgerà la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione di un mazzo di fiori in onore dei Caduti, tutti i soci possono partecipare; Ore 10,45 adunata piazzale antistante la Cattedrale; Ore 11,00 Santa Messa officiata dal Cappellano Militare Don Diego Maritano. La cittadinanza è calorosamente invitata a partecipare per condividere un momento di fede, memoria e riconoscenza in onore dei nostri Caduti e dei valori dell’Arma.
I Carabinieri, la storia
Culqualber “per non dimenticare” – L’84° anniversario dell’epica battaglia di Culqualber in Etiopia. Il fatto d’arme di Culqualber, battaglia difensiva contro truppe britanniche e irregolari etiopi, si svolse tra l’agosto e il novembre 1941 e vide tra i suoi protagonisti principali i carabinieri e le truppe coloniali italiane del 1° Gruppo Carabinieri Mobilitato, comandato dal maggiore Alfredo Serranti. L’obiettivo dei carabinieri era quello di difendere un caposaldo strategico per la difesa e le comunicazioni dell’intero schieramento italiano nella regione di Gondar. Dopo la resa del Duca d’Aosta, asserragliato sull’Amba Alagi, nel maggio 1941, la campagna d’Africa Orientale era sostanzialmente conclusa ma nella regione di Gondar resistevano (per l’onore italiano ma anche per tenere impegnate nello scacchiere africano-orientale le truppe britanniche che sarebbero state altrimenti trasferite sullo scacchiere nordafricano) ancora truppe nazionali e coloniali italiane al comando del generale Guglielmo Nasi. A Culqualber e dintorni ci furono combattimenti di una ferocia inaudita, spesso condotti, da parte italiana, corpo a corpo e all’arma bianca per risparmiare o mancanza di munizioni. Alla fine, quasi tutti gli stremati difensori (compreso il maggiore Serranti) furono uccisi in combattimento. Fu una carneficina. Per l’eccezionale valore mostrato nella battaglia di Culqualber e per il conseguente estremo sacrificio del 1° Gruppo Carabinieri Mobilitato, la bandiera dell’Arma dei carabinieri fu decorata della seconda Medaglia d’oro al Valor militare.

































