Storia di Giaglione: alla scoperta del Canale di Maria Bona già Lou Gran Blalhìe Un pezzo di storia del territorio che ancora oggi visitabile

GIAGLIONE – Grazie al canale di Giaglione, opera realizzata nel 1400, per molti anni il paese registrò un incremento demografico molto importante. Vennero nominati irrigatori, addetti alle manutenzioni e le cause e i litigi per i cambi d’uso dei terreni e le relative tasse da pagare ai signori crearono dispute interminabili. Il “Lou Gran Blalhìe”, noto dal 1914 come il Canale di Maria Bona, è un pezzo di storia del territorio che ancora oggi è visitabile percorrendo un suggestivo sentiero pianeggiante da percorrere in alcuni tratti con cautela. Nel 1458 furono eletti quattro arbitri della Comunità per dirimere le questioni sui cambi di utilizzo delle coltivazioni e per gestire il complicato sistema di canali allora progettato.

MARIA BONA

Nel 1914 prende il nome di Canale di Maria Bona. La nobile era moglie di Andrea Aschieri de Jalliono feudatario locale. Le descrizioni della donna la indicano molto attenta alle sorti della comunità. Si narra che con il suo dono di un’emina colma d’oro permise la costruzione del canale. Nel periodo antecedente all’opera l’unica acqua utilizzabile era il torrente Clarea, che scorreva in alto nel vallone per poi inabissarsi nelle gorge gettandosi nella Dora Riparia. Senza lambire i terreni della comunità. Si rese quindi necessario pertanto costruire il canale. Anche perché l’abitato era solo supportato da poche sorgenti e gran parte dei terreni non erano irrigabili. I primi progetti risalgono al 1200 ma i tentativi di deviare le acque del Fiume Clarea non sono mai stati avviati. Solo nel 1400 con il superamento del Pian delle Rovine si porta a compimento l’opera.

canale di maria bona

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