VAIE – Era Vaie, e non più Vayes, siamo al 1937 quando il nome fu italianizzato, diciamo cosƬ. La caduta del fascismo non ha cancellato tutti i simboli di quel tempo. Oltre a istituzioni economiche e statali, edifici, cittĆ e intere province, ci sono vie, scritte e fontane che sono lƬ a ricordarci come eravamo più di 70 anni fa. Le scritte sui muri di case, casolari e cascine apparse a migliaia negli anni Trenta a rappresentare la pubblicistica del regime sono ancora in alcuni presenti, sbiadite, in parte cancellate. In un paese in un cui lāanalfabetismo era molto diffuso le scritte sui muri, in netti caratteri romani, squillavano imperiose.
LE FRASI
Le frasi quasi un decalogo del buon fascista recitavano. āSi saluta romanamenteā, āNon si fanno raccomandazioniā, āArdisco e non ordiscoā, Noi tireremo drittoā, āIl fascista non usa lāascensoreā e āNon ci piacciano le scartoffieā. Nelle campagne pubbliche del regime vennero utilizzate frasi estrapolate dai discorsi o dagli articoli giornalistici del Duce. Mussolini fin da giovane parlo sempre molto, e sempre più scrisse. Le iscrizioni murali furono moltissime. āPane al Duceā, “Amate il pane, cuore della casa, profumo della mensa, gioia del focolareā, āEā lāaratro che traccia il solco ma ĆØ la spada che la difendeā. Non solo perchĆ© il duce pronunciava molti discorsi, ma perchĆ© molti podestĆ invogliavano i cittadini ad accoglierle sulle case offrendo contributi in denaro. A secondo della lunghezza della frase e della grandezza delle lettere il contributo variava da 30 a 100 lire.
DAVANTI ALL’EX MIUNICIPIO
La leggibilitĆ delle scritte veniva controllata. Ecco cosa scrisse il segretario politico di SantāAmbrogio avvocato Pivano al podestĆ . āLa Federazione dei fasci di Combattimento con sua Circolare [ā¦] ha prescritto che entro il 30 corr. Mese sia provveduto ad aggiornare e rinfrescare le scritte murali esistenti nella giurisdizione del Comune. Ti prego di voler dare opportune tempestive disposizioni per una revisione accurata delle scritte [ā¦]ā.Ā Le scritte non furono casuali e la loro dislocazione, almeno inizialmente, rigidamente indicata. Ad esempio a Vaie, davanti al vecchio Municipio ora Museo, c’ĆØ lo spazio intonacato che ne riportava una.Ā Scritte fasciste si trovano ancora lungo le principali direttrici della Valsusa, da Rivoli a Bardonecchia percorrendo le due statali e scrutando sui muri delle case più vecchie si notano ancora oggi diversi moniti del ventennio. Lāingresso e allāuscita dei paesi era il luogo più adatto per decorare una casa, altre scritte si trovano poi, addentrandosi in percorsi più ricercati, davanti ai municipi o alle case utilizzate come uffici del fascio o ancora davanti alle chiese.

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