LA CONFERENZA DEI SERVIZI
Il 15 gennaio i sindaci della Valsusa sono assenti per la terza volta dalla conferenza dei servizi convocata in Prefettura a Torino. Per assiste alla presentazione dei criteri allo Studio di impatto ambientale del progetto definitivo. Allāuscita, la delegazione della Val Sangone viene contestata da un gruppo di NoTav. I sindaci accusano il governo di averli abbandonati e minacciano di ritirare la loro partecipazione, che tiene in piedi la conferenza stessa. Il 18 gennaio, i No Tav dimostrano di credere nella rete di solidarietĆ tra movimenti, manifestando a Bussoleno in favore degli abitanti di Vicenza contrari allāallargamento della base USA. Partono le denunce.
IL TRALICCIO DI CHIANOCCO
Nella notte tra il 21 e 22 degli ignoti incendiano un ripetitore della compagnia telefonica Tre a Chianocco. Nei pressi vengono trovate delle scritte NoTav. Ma non cāĆØ certezza che siano recenti e che siano collegate allāepisodio. Anche i volantini incollati ad un muro che invitano a diffidare dai falsi NoTav, sono distanti e potrebbero appartenere ad un momento diverso.
CADE PRODI, SI RIALZA PRODI
Verso la fine di febbraio il governo Prodi va in minoranza per il voto contrario di due parlamentari della maggioranza. Lāapertura della crisi manda in fibrillazione la Valsusa. CāĆØ chi parla di errore e chi spera che la crisi faccia perdere altro tempo. Poi il governo si ricompone, con il diktat di Prodi che condiziona la partecipazione al nuovo governo alla sottoscrizione di 12 punti irrinunciabili. Il terzo ĆØ la costruzione della Torino Lione. Il testo ĆØ questo: āRapida attuazione del piano infrastrutturale ed in particolare dei corridoi europei, compresa la Torino Lioneā. Il popolo No Tav accusa Prc, Verdi e Pdci di averlo tradito. Il primo segnale lo lancia sul web, alle due di notte, Claudio Giorno, uno dei fondatori del movimento. āAndrò al presidio di Borgone a togliere le bandiere dei loro partitiā. Per molti dei comitati ĆØ la conferma che ānon esistono governi amiciā, anche se cāĆØ chi dice che la loro base ĆØ sincera e continuerĆ a stare al nostro fianco. Ma lāimbarazzo ĆØ forte per quei consiglieri regionali della sinistra che sono sempre stati vicini al movimento.
LA MARCIA DA TRANA AD AVIGLIANA
La marcia da Trana ad Avigliana ĆØ lanciata per dire no alla Torino Lione ed al raddoppio del tunnel autostradale del Frejus.Ā PresentiĀ i centri sociali, con Askatasuna, il Crash di Bologna, i gruppi di Torino e gli anarchici. Aderiscono le segreterie nazionali di Verdi e Rifondazione. Il sindaco di Rivalta rinuncia a partecipare ed ottiene in cambio lāadesione dei partiti della Casa della LibertĆ alla mozione in cui si dichiara favorevole allāammodernamento della Torino Lione. I manifestanti sono 15.000. Un corteo di due 248 chilometri e mezzo che occupa tutta la larghezza della strada. La marcia si apre con i bambini, poi ci sono i sindaci valsusini con la fascia tricolore, mancano quelli della Val Sangone e quelli dellāAlta Val di Susa, ad eccezione dei sindaci di Bardonecchia Giaglione, Salbertrand e Gravere. Da Vicenza sono venuti due pullman.
I TRACCIATI
Una ridda di ipotesi sui tracciati. Vengono resi noti i risultati di un esperimento sociologico realizzato dalla UniversitĆ di Siena, per verificare la possibilitĆ di modificare la propria opinione dopo aver sentito il parere dellāuna e dellāaltra parte. Il test, fatto su 176 cittadini lontani da questo problema, ha riscontrato che i favorevoli erano in netta maggioranza anche dopo i seminari, ma che questa maggioranza era poi diminuita dal 70 %, al 60%. In questo ambito, erano in calo i molto favorevoli: in sostanza, se prevale il dialogo, diminuiscono le certezze. Prima dellāincontro, il 41 % riteneva che i lavori della Tav fossero giĆ in corso e questa percentuale si ĆØ poi ridotta allā8 %. Il numero dei contrari ĆØ aumentato solo di pochissimo a dimostrazione che i cambiamenti di opinione, a meno di essere in qualche modo coinvolti, sono una maturazione lenta.Ā LāOsservatorio ha, come prossimo programma, lo studio della capacitĆ della linea esistente nel tratto tra Bussoleno e Torino. Subito dopo dovrĆ affrontare lāanalisi del ānodo di Torinoā, con lāinvariante di utilizzare lāinterporto di Orbassano.

A ROMA
Il tavolo politico, convocato a Roma per il 13 giugno, dovrĆ ratificare il lavoro svolto dallāOsservatorio e cioĆØ che il Tav ĆØ necessario e si deve fare. Nelle settimane precedenti, il ministero delle Infrastrutture aveva spinto a lavorare sulle varie ipotesi e, da questo lavoro, era uscito quel ātracciato segretoā, che era stato anticipato dai giornali.Ā Ā La riunione, che si tiene a Roma ĆØ una riunione importante, certo, ma nessuna delle cartine con i tracciati più o meno fantasiosi, circolati in abbondanza sui quotidiani in questi giorni, ĆØ stata tirata fuori dal cilindro del governo. Anche perchĆ© i sindaci, e soprattutto quelli della Bassa Valle, lo avevano detto chiaramente: āse dovesse avvenire, ci alzeremo, saluteremo e ce ne andremoā. La soluzione che ĆØ stata individuata ĆØ stata quella di dar mandato allāOsservatorio di studiare il tracciato miglioreā. Nel frattempo, il governo italiano presenterĆ alla Commissione Europea il dossier per ottenere il miliardo di euro per la realizzazione del collegamento ferroviario.
VIRANO E I QUADRNI
Per il 3 luglio Virano ha combinato una presentazione dei primi tre quaderni dellāOsservatorio a Roma. Un’operazione che ĆØ importante per il governo per far credere che il rapporto con i sindaci va avanti e che stĆ producendo dei frutti. Ma Ferrentino frena e non accetta la presentazione del terzo: quello che riguarda il nodo di Torino. āCi vorranno ancora dei mesi per chiuderlo perchĆ© RFI mantiene un atteggiamento assolutamente non collaborativoā. La tattica mira ad evitare che si possa passare al punto successivo, quello di definire le linee guida della scelta del tracciato, prima della scadenza per la presentazione della richiesta di finanziamento alla Unione Europea. CosƬ a Roma vengono presentati solo i primi due. In questa occasione, il sottosegretario Letta promette che āsarĆ presentato un progetto fatto per essere approvato: nel frattempo i lavori dellāOsservatorio andranno avanti per poter presentare entro la fine dellāanno un modello condiviso su cui effettuare una consultazione pubblica delle comunitĆ coinvolteā.
LETTERA A PRODI
La lettera a Prodi recita cosƬ: āSignor presidente, gli amministratori ed i cittadiniĀ della Val di Susa vivono con estremo disagio le ripetute affermazioni di autorevoli rappresentanti del governo in merito alle scelte che si vorrebbero giĆ formalizzate sul progetto della Torino Lione. Decine di amministratori della valle hanno posto legittimamente il dilemma sulla prosecuzione dei lavori dellāOsservatorio tecnico alla luce di affermazioni che tenderebbero ad accreditare scelte progettuali giĆ effettuate, cosa che modificherebbe radicalmente la missione stessa dellāorganismoā. Secondo il presidente di ComunitĆ Montana di Bassa Valle, questo testo raccoglie il succo di quanto emerso dalla conferenza e rappresenta due richieste largamente condivisibili.
IL LIBRO
Il testo sulla storia delĀ Movimento NoTavĀ ĆØ preso dal libro diĀ Mario Cavargna BontosiĀ che ha gentilmente concesso la pubblicazione. Movimento NoTav. Cronaca di una battaglia ambientale lunga oltre 25 anni. Vol. 1 Storia NoTav: 1990-2008. Edizioni Intra Moenia.
































