Storia dei No Tav del 2007: il traliccio di Chianocco, la sfiducia in tutti i partiti

LA CONFERENZA DEI SERVIZI

Il 15 gennaio i sindaci della Valsusa sono assenti per la terza volta dalla conferenza dei servizi convocata in Prefettura a Torino. Per assiste alla presentazione dei criteri allo Studio di impatto ambientale del progetto definitivo. All’uscita, la delegazione della Val Sangone viene contestata da un gruppo di NoTav. I sindaci accusano il governo di averli abbandonati e minacciano di ritirare la loro partecipazione, che tiene in piedi la conferenza stessa. Il 18 gennaio, i No Tav dimostrano di credere nella rete di solidarietĆ  tra movimenti, manifestando a Bussoleno in favore degli abitanti di Vicenza contrari all’allargamento della base USA. Partono le denunce.

IL TRALICCIO DI CHIANOCCO

Nella notte tra il 21 e 22 degli ignoti incendiano un ripetitore della compagnia telefonica Tre a Chianocco. Nei pressi vengono trovate delle scritte NoTav. Ma non c’è certezza che siano recenti e che siano collegate all’episodio. Anche i volantini incollati ad un muro che invitano a diffidare dai falsi NoTav, sono distanti e potrebbero appartenere ad un momento diverso.

CADE PRODI, SI RIALZA PRODI

Verso la fine di febbraio il governo Prodi va in minoranza per il voto contrario di due parlamentari della maggioranza. L’apertura della crisi manda in fibrillazione la Valsusa. C’è chi parla di errore e chi spera che la crisi faccia perdere altro tempo. Poi il governo si ricompone, con il diktat di Prodi che condiziona la partecipazione al nuovo governo alla sottoscrizione di 12 punti irrinunciabili. Il terzo ĆØ la costruzione della Torino Lione. Il testo ĆØ questo: ā€œRapida attuazione del piano infrastrutturale ed in particolare dei corridoi europei, compresa la Torino Lioneā€. Il popolo No Tav accusa Prc, Verdi e Pdci di averlo tradito. Il primo segnale lo lancia sul web, alle due di notte, Claudio Giorno, uno dei fondatori del movimento. ā€œAndrò al presidio di Borgone a togliere le bandiere dei loro partitiā€. Per molti dei comitati ĆØ la conferma che ā€œnon esistono governi amiciā€, anche se c’è chi dice che la loro base ĆØ sincera e continuerĆ  a stare al nostro fianco. Ma l’imbarazzo ĆØ forte per quei consiglieri regionali della sinistra che sono sempre stati vicini al movimento.

LA MARCIA DA TRANA AD AVIGLIANA

La marcia da Trana ad Avigliana ĆØ lanciata per dire no alla Torino Lione ed al raddoppio del tunnel autostradale del Frejus.Ā PresentiĀ  i centri sociali, con Askatasuna, il Crash di Bologna, i gruppi di Torino e gli anarchici. Aderiscono le segreterie nazionali di Verdi e Rifondazione. Il sindaco di Rivalta rinuncia a partecipare ed ottiene in cambio l’adesione dei partiti della Casa della LibertĆ  alla mozione in cui si dichiara favorevole all’ammodernamento della Torino Lione. I manifestanti sono 15.000. Un corteo di due 248 chilometri e mezzo che occupa tutta la larghezza della strada. La marcia si apre con i bambini, poi ci sono i sindaci valsusini con la fascia tricolore, mancano quelli della Val Sangone e quelli dell’Alta Val di Susa, ad eccezione dei sindaci di Bardonecchia Giaglione, Salbertrand e Gravere. Da Vicenza sono venuti due pullman.

I TRACCIATI

Una ridda di ipotesi sui tracciati. Vengono resi noti i risultati di un esperimento sociologico realizzato dalla UniversitĆ  di Siena, per verificare la possibilitĆ  di modificare la propria opinione dopo aver sentito il parere dell’una e dell’altra parte. Il test, fatto su 176 cittadini lontani da questo problema, ha riscontrato che i favorevoli erano in netta maggioranza anche dopo i seminari, ma che questa maggioranza era poi diminuita dal 70 %, al 60%. In questo ambito, erano in calo i molto favorevoli: in sostanza, se prevale il dialogo, diminuiscono le certezze. Prima dell’incontro, il 41 % riteneva che i lavori della Tav fossero giĆ  in corso e questa percentuale si ĆØ poi ridotta all’8 %. Il numero dei contrari ĆØ aumentato solo di pochissimo a dimostrazione che i cambiamenti di opinione, a meno di essere in qualche modo coinvolti, sono una maturazione lenta.Ā L’Osservatorio ha, come prossimo programma, lo studio della capacitĆ  della linea esistente nel tratto tra Bussoleno e Torino. Subito dopo dovrĆ  affrontare l’analisi del ā€œnodo di Torinoā€, con l’invariante di utilizzare l’interporto di Orbassano.

A ROMA

Il tavolo politico, convocato a Roma per il 13 giugno, dovrĆ  ratificare il lavoro svolto dall’Osservatorio e cioĆØ che il Tav ĆØ necessario e si deve fare. Nelle settimane precedenti, il ministero delle Infrastrutture aveva spinto a lavorare sulle varie ipotesi e, da questo lavoro, era uscito quel ā€œtracciato segretoā€, che era stato anticipato dai giornali.Ā Ā La riunione, che si tiene a Roma ĆØ una riunione importante, certo, ma nessuna delle cartine con i tracciati più o meno fantasiosi, circolati in abbondanza sui quotidiani in questi giorni, ĆØ stata tirata fuori dal cilindro del governo. Anche perchĆ© i sindaci, e soprattutto quelli della Bassa Valle, lo avevano detto chiaramente: ā€œse dovesse avvenire, ci alzeremo, saluteremo e ce ne andremoā€. La soluzione che ĆØ stata individuata ĆØ stata quella di dar mandato all’Osservatorio di studiare il tracciato miglioreā€. Nel frattempo, il governo italiano presenterĆ  alla Commissione Europea il dossier per ottenere il miliardo di euro per la realizzazione del collegamento ferroviario.

VIRANO E I QUADRNI

Per il 3 luglio Virano ha combinato una presentazione dei primi tre quaderni dell’Osservatorio a Roma. Un’operazione che ĆØ importante per il governo per far credere che il rapporto con i sindaci va avanti e che stĆ  producendo dei frutti. Ma Ferrentino frena e non accetta la presentazione del terzo: quello che riguarda il nodo di Torino. ā€œCi vorranno ancora dei mesi per chiuderlo perchĆ© RFI mantiene un atteggiamento assolutamente non collaborativoā€. La tattica mira ad evitare che si possa passare al punto successivo, quello di definire le linee guida della scelta del tracciato, prima della scadenza per la presentazione della richiesta di finanziamento alla Unione Europea. CosƬ a Roma vengono presentati solo i primi due. In questa occasione, il sottosegretario Letta promette che ā€œsarĆ  presentato un progetto fatto per essere approvato: nel frattempo i lavori dell’Osservatorio andranno avanti per poter presentare entro la fine dell’anno un modello condiviso su cui effettuare una consultazione pubblica delle comunitĆ  coinvolteā€.

LETTERA A PRODI

La lettera a Prodi recita cosƬ: ā€œSignor presidente, gli amministratori ed i cittadiniĀ della Val di Susa vivono con estremo disagio le ripetute affermazioni di autorevoli rappresentanti del governo in merito alle scelte che si vorrebbero giĆ  formalizzate sul progetto della Torino Lione. Decine di amministratori della valle hanno posto legittimamente il dilemma sulla prosecuzione dei lavori dell’Osservatorio tecnico alla luce di affermazioni che tenderebbero ad accreditare scelte progettuali giĆ  effettuate, cosa che modificherebbe radicalmente la missione stessa dell’organismoā€. Secondo il presidente di ComunitĆ  Montana di Bassa Valle, questo testo raccoglie il succo di quanto emerso dalla conferenza e rappresenta due richieste largamente condivisibili.

IL LIBRO

Il testo sulla storia delĀ Movimento NoTavĀ ĆØ preso dal libro diĀ Mario Cavargna BontosiĀ che ha gentilmente concesso la pubblicazione. Movimento NoTav. Cronaca di una battaglia ambientale lunga oltre 25 anni. Vol. 1 Storia NoTav: 1990-2008. Edizioni Intra Moenia.

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