Storia dei No Tav del 1998: uranio o randon nella montagna? di MARIO BONTOSI CAVARGNA

contatore

VALSUSA – Storia del Movimento NoTav del 1998: uranio o randon nella montagna? Arrivano notizie di problemi geologici al futuro imbocco del versante francese e scoppia la notizia del ritrovamento, della vecchia miniera di uranio di Venaus, non lontano dal previsto imbocco della parte italiana. Nel 1977 è in archivio la richiesta di ricerca e sfruttamento dell’Agip mineraria per la zona dell’Ambin nei comuni di Exilles, Salbertrand, Giaglione, Chiomonte e Venaus. Si dice che esista una miniera di uranio abbandonata. Ci vuole più di un anno per trovare il sito dove viene usato il contatore Geiger.  C’è un controllo di ARPA e l’ASL, per i lavori in corso per la centrale idroelettrica di Pont Ventoux. Secondo i due enti, alla fine della campagna di rilevamenti risulta che lì non c’è uranio ma un alto livello di radon.

agip

IL DOSSIER BROSSIER

A Torino intanto si tiene il convegno delle maggiori associazioni ambientaliste internazionali che si occupano dei problemi ambientali. Viene sviluppato il tema dei trasporti a vuoto. Gli esperti affermano che i valichi ferroviari esistenti possono ancora sostenere un raddoppio del traffico attuale. Dalla Francia giunge la perizia indipendente sulla Torino Lione che era stata concessa dal governo francese. Il verdetto è negativo. Il cosiddetto rapporto Brossier che tra maggio e giugno scuote il governo francese e fa presagire, come non mai, il definitivo abbandono del progetto. Lo studio dei “tre saggi” incaricati dal ministro dei Trasporti transalpino sostiene. “Se la Svizzera realizza le nuove linee ferroviarie del Sempione e del Gottardo, il tunnel sotto il Moncenisio non conviene più, ed è meglio ammodernare le linee esistenti”.

SUI FINANZIAMENTI

In Valle di Susa, il comitato contro l’Alta Velocità, continua il suo martellante ritmo di riunioni settimanali per esaminare le notizie, discuterle e preparare iniziative.  Comunque l’attività è intensa anche se più di un progetto termina dopo mesi di inutili contatti. La valle vive una situazione scottante con un gioco di interessi immensi e c’è chi teme di compromettersi troppo. A luglio l’amministratore delegato delle Ferrovie, Giancarlo Cimoli, rende esplicito quanto tutti dicono da qualche tempo. Quindi non esistono risorse finanziarie per realizzare i tre valichi in progetto. Poi la priorità deve essere data ad un tunnel che colleghi l’Italia con il centro Europa.

A CONDOVE

Sulla montagna di Condove viene cancellata la scritta NoTav. Il sindaco Giuseppina Canuto scopre che la richiesta è partita dai Carabinieri e dichiara che la scritta non va rimossa perché appartiene alla storia del paese. Un passaggio di pubblicità lo ottengono anche gli autonomi che, a settembre, fanno tremare l’ordine pubblico per un tranquillo comizio a Bussoleno. Poi un altro lo ha Pininfarina che, in ottobre, prima del vertice italo francese di Firenze, annuncia per l’ennesima volta di avere trovato i soldi per fare la Torino Lione.

IL LIBRO

Il testo sul Movimento NoTav è preso dal libro di Mario Cavargna Bontosi che ha gentilmente concesso la pubblicazione. Movimento NoTav. Cronaca di una battaglia ambientale lunga oltre 25 anni. Vol. 1: 1990-2008. Edizioni Intra Moenia.

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