TORINO – SMAT sigla il “patto per l’acqua” di Utilitalia.
SMAT SIGLA IL “PATTO PER L’ACQUA” DI UTILITALIA
In un contesto di crisi aggravato dagli effetti dei cambiamenti climatici, le eccellenze dell’industria idrica italiana associate a Utilitalia (che rappresenta i gestori che forniscono i servizi idrici all’80% della popolazione) fanno squadra per mettere al servizio del Paese le proprie competenze e capacità industriali. La Società Metropolitana Acque di Torino è tra i firmatari del “Patto per l’Acqua”, un’iniziativa che punta a compiere ogni azione utile a sostegno di politiche nazionali di tutela ambientale e della risorsa, di resilienza delle reti e dei sistemi di approvvigionamento, per garantire ai cittadini universalità e qualità dei servizi offerti e gestioni all’altezza delle future sfide.
IL RAFFORZAMENTO DELLA RETE
“La complessità del sistema idrico richiede di operare su area vasta per consentire l’interconnessione delle reti e deve poter contare su disponibilità di risorse economiche e forza lavoro con know how in grado operare con metodi industriali. Per avere un sistema resiliente ai cambiamenti climatici SMAT negli ultimi 3 anni sta rafforzando le infrastrutture ed ha investito oltre 370 milioni di euro. Nel 2019 abbiamo inaugurato l’acquedotto per la Valle di Susa e, recentemente, abbiamo avviato i lavori di costruzione per l’acquedotto della Valle Orco”, con un costo totale di 260 milioni di euro, coperto al 50% dal PNRR, sottolinea il Presidente di SMAT, Paolo Romano.
GLI INVESTIMENTI
Dal 2012 ad oggi gli investimenti nel settore sono aumentati del 227%, raggiungendo i 4 miliardi annui e i 56 euro medi per abitante. Ma il gap con la media europea di 82 euro annui per abitante (che sale fino a 100 euro nel Paesi più virtuosi) resta ampio, soprattutto nei territori nei quali non operano soggetti industriali: nelle gestioni comunali in economia, che interessano ancora 1.519 Comuni e 8 milioni di cittadini, si continuano a investire mediamente solo 8 euro l’anno. In questo quadro, Utilitalia e le aziende associate evidenziano che, per poter dispiegare la piena efficacia del Patto, all’impegno delle imprese vanno affiancate 4 azioni di riforma tese alla riduzione della frammentazione, all’introduzione di parametri di verifica gestionale, al consolidamento industriale del settore e a un approccio integrato tra i diversi usi dell’acqua.
SUPERARE LE GESTIONI IN ECONOMIA
- Completare l’immediato trasferimento delle funzioni alle Regioni e garantire il mantenimento delle stesse per tutta la durata dell’affidamento.
- Le Imprese si impegnano a intervenire a supporto dei territori ancora non gestiti a livello industriale.
RAFFORZARE LE CAPACITÀ GESTIONALI
- Introdurre un chiaro processo di verifica periodica della qualità e dell’efficienza della gestione e della capacità di finanziamento e di realizzazione degli interventi, sulla base dei parametri ARERA.
- Le Imprese si impegnano a mettere le proprie competenze a disposizione di enti e gestori per garantire ai cittadini servizi di qualità.
FAVORIRE LE AGGREGAZIONI
- Facilitare i processi di aggregazione tra aziende mettendo al centro la gestione ottimale della risorsa idrica.
- Le imprese si impegnano a consolidare le capacità industriali e gestionali per elevare il complessivo livello di investimenti e di qualità del servizio.
SOSTENERE UN APPROCCIO INTEGRATO
- Abilitare la gestione industriale delle Imprese del SII, in coordinamento con gli altri settori, fino alle infrastrutture a servizio dei diversi usi della risorsa, da quello agricolo a quello dell’industria.
- Le Imprese si impegnano a realizzare e rafforzare le infrastrutture necessarie al riuso delle acque, alla gestione sostenibile delle acque meteoriche, al recupero di energia e di materia, al drenaggio urbano e agli invasi ad uso plurimo.
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