Simulata un’esondazione, tre giorni di addestramento dei Vigili del Fuoco

TORINO – Simulata un’esondazione, tre giorni di addestramento dei Vigili del Fuoco (Comunicato Vigili del Fuoco).

SIMULATA UN’ESONDAZIONE, TRE GIORNI DI ADDESTRAMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO

Si è svolta nel Comune di Rivarone (AL), da parte del Comando Vigili del Fuoco di Alessandria, un’esercitazione in ambito fluviale che ha visto impegnato personale proveniente anche dai Comandi di Torino, Asti, Cuneo e dalla Direzione Regionale Piemonte. Simulata l’esondazione del fiume Tanaro, diverse le specializzazioni del Corpo nazionale in campo nelle operazioni di soccorso: TAS (Topografia Applicata al Soccorso) per il coordinamento delle squadre di ricerca, munite di GPS per il tracciamento delle zone battute; SFA (Soccorso Fluviale Alluvionale) per consentire il trasporto delle squadre di terra e delle unità cinofile tra le sponde del fiume; SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) per la mappatura e sorvolo delle zone interessate dall’esondazione; TLC (Telecomunicazioni) per consentire alle squadre impegnate il costante contatto radio e la condivisione dei dati.

LE ALLUVIONI DEL 1994 E DEL 2000

In questi giorni il fiume Tanaro scorre tranquillo tra le ultime propaggini del Monferrato, ma nel passato durante le due alluvioni del 1994 e 2000 il suo corso aveva portato distruzione e morte. L’Alessandrino come molte zone del Nord Italia erano flagellate da piogge interminabili. Rivarone è un piccolo paese a 15 chilometri dal capoluogo, un pontile per imbarchi si allunga sull’ampia ansa, ecco il posto giusto per simulare un intervento di soccorso e ricerca di persone disperse. Quattro giorni di manovre con gommoni da rafting, corde, unità cinofile, squadre di ricerca con tracce gps, esperti in telecomunicazioni, droni pilotati con sicurezza per la raccolta di immagini termografiche e specialisti nell’uso della cartografia elaborata al computer.

Circa 80 Vigili del Fuoco si sono addestrati su uno scenario reale che ha fatto lavorare in sinergia le varie specializzazioni, ad esempio anche i cani si sono allenati in una situazione insolita, si doveva perlustrare la riva opposta e l’unico modo per raggiungerla era esser trasportati a bordo del gommone. Duecento metri di fune impiegati per realizzare una teleferica “vai e vieni” che attraversava i novanta metri tra le riviere, tre operatori saf per dividere lo sforzo di un “tiro alla fune” fatto di rinvii, carrucole e moschettoni. Il coordinamento di tutti fatto dall’UCL unità comando locale, una sala operativa attrezzata con radio, monitor e tecnologie informatiche. Un’esperienza utile per rendere sempre più preparati i nostri soccorritori dei comandi di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino.

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