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A Giaveno al Mulin du Detu c’è profumo di Mandarini Venerdì 6 dicembre alle ore 21

mandarino

GIAVENO – Venerdì 6 dicembre alle ore 21 a Giaveno al Mulin du Detu è organizzata una serata culturale. Il titolo è: “C’è profumo di Mandarini“. Con la partecipazione a tema con “Pane, segno d’amore” di Alessandra Maritano, Presidente del Musep e giornalista. Poi “Il Meccano” Claudio Rolando, scrittore e “Profumo di Mandarini” di Giorgetta Usseglio Gros, scrittrice. Quindi “L’Arco delle Streghe” , Marco Marinello, Presidente PICS e – “Presepe” di Marisa Usseglio Savoia, poetessa rurale. Poi “L’eterna magia del Natale” Giulietta Gastaldo, scrittrice  e “Tradizione del Natale in Romania” Liliana Goncean. L’ingresso è libero. Sarà una serata all’insegna della Cultura, ricca di storie, poesie e immagini di una Giaveno d’altri tempi. Il mulino, per l’occasione, sarà riscaldato.

C’ERA UNA VOLTA IL MULINO

L’antico storico mulino della Ruata Bassa di Giaveno, oggi al numero 8 di Via Beale, fu edificato nel 1218, quasi 800 anni fa. Così racconta una targa ancora oggi parzialmente visibile sopra il vecchio portone di quercia all’ingresso del mulino. Già mulino abbaziale, appartenuto ai monaci benedettini del monastero della Sacra di San Michele. Nel 1877 era stato acquistato e restaurato da Giai Via Benedetto. Proveniente dalla vicina borgata Tetti Via. Questo è uno dei più grandi e più antichi mulini della Val Sangone. Delle quattro macine di cui era composto. Due macinavano solo grano, le altre due servivano per il granoturco, segala, avena, castagne e fave.

COM’ERA FATTO

Una caratteristica particolare è proprio la grande ruota esterna, a pale metalliche. Gira in senso antiorario per lo scorrimento dell’acqua del canale. Il “biàl” che arriva direttamente dal Sangone, mentre normalmente i mulini ad acqua ricevono l’acqua dall’alto. La struttura delle macine è composta da un cassone esterno in legno, due ruote orizzontali. Dette palmenti, e una tramoggia dove viene versato il prodotto da macinare. Le ruote di pietra sono due per ogni macina: una è fissa, mentre la seconda, sospinta dalla forza trasmessa dall’acqua, gira sulla prima. Hanno diverso spessore e, a seconda del tipo di macinatura, vengono rigate o “martellate” con un apposito attrezzo a punte intercambiabili.

macinando cultura