Scontri in Valsusa: No Tav entrano nel cantiere e la Polizia li respinge con gli idranti

SUSA – Ieri sera, la Valsusa ĆØ stata nuovamente teatro di scontri tra manifestanti No Tav e forze dell’ordine. Circa 40 militanti, alcuni dei quali con il volto coperto, hanno assaltato il cantiere di Traduerivi, lo stesso luogo giĆ  bersaglio di attacchi e incendi lo scorso 27 luglio. L’episodio di violenza ĆØ avvenuto dopo una “battitura”, un’azione preparatoria tipica del movimento, che ha permesso ai manifestanti di entrare nel perimetro del presidio dopo aver abbattuto le recinzioni. L’obiettivo dichiarato dai No Tav sui loro canali social era “disturbare le truppe di occupazione” e danneggiare “materiali utili alla costruzione del fortino della devastazione”. Sono state create delle brecce nelle barriere di protezione e sono stati danneggiati vari strumenti e attrezzature. La polizia ha risposto all’assalto con l’utilizzo di idranti per respingere i manifestanti. Al momento, non si registrano feriti. L’evento riaccende i riflettori sulla tensione latente nella valle e sulla radicale opposizione al progetto della linea ad alta velocitĆ  Torino-Lione. L’azione notturna dei No Tav sottolinea la loro determinazione e capacitĆ  di organizzazione, mentre le forze dell’ordine continuano a presidiare il cantiere per garantire la sicurezza e la prosecuzione dei lavori. La situazione resta tesa, con il conflitto tra la necessitĆ  di completare l’infrastruttura e la ferma resistenza del movimento No Tav che si protrae da decenni. Questo nuovo assalto non fa che aumentare la polarizzazione del dibattito, rendendo ancora più complesso il quadro politico e sociale della regione.

Scontri in Valsusa dei No Tav

L’escalation di violenza avvenuta a Traduerivi evidenzia la perdurante contrapposizione tra il movimento No Tav e le istituzioni. L’azione dei circa 40 manifestanti, che hanno fatto breccia nel cantiere, segna un nuovo capitolo di una lotta lunga 30 anni in Valsusa. Nonostante i presidi di polizia, i militanti sono riusciti a penetrare le barriere, dimostrando un’infiltrazione e un’organizzazione non da poco. L’utilizzo degli idranti da parte delle forze dell’ordine ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, respingendo l’assalto senza che, fortunatamente, si registrassero feriti. L’episodio ha avuto un’ampia eco mediatica, riportando l’attenzione sulla controversa questione della Torino-Lione. I No Tav, tramite i loro canali social, hanno rivendicato l’azione come un atto di resistenza contro un’opera che considerano “devastante” per l’ambiente e il territorio. Le autoritĆ , dal canto loro, continuano a sottolineare la necessitĆ  strategica dell’infrastruttura e la ferma condanna di ogni forma di violenza e illegalitĆ . Questo assalto notturno sottolinea la determinazione del movimento e la persistente tensione che caratterizza la valle. L’evento ribadisce che la lotta al Tav ĆØ tutt’altro che conclusa, e che i No Tav sono pronti a ricorrere a azioni dirette per fermare i lavori. La situazione, in continua evoluzione, impone una riflessione sulla gestione di un conflitto che sembra non trovare una soluzione pacifica.

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