GRAVERE – Nei boschi di Gravere, in Valsusa, si sono concentrate le ricerca di Mara Favro, scomparsa la notte tra il 7 e l’8 marzo di un anno fa. A cercarla a Gravere sono andati a più riprese i Carabinieri e i Vigili del Fuoco. In questi giorni si è unita anche Penelope Piemonte, un’associazione specializzata nelle ricerche di scomparsi. I militari, dopo gli indumenti e i primi resti ossei trovati, ufficialmente non parlano di altri rinvenimenti oggi. Ma le ossa rinvenute, tra quelle della scorsa settimana e i resti di ieri, sono in gran numero, in pratica uno scheletro. Saranno ora gli esami a stabilire se quei resti sono di Mara Favro scomparsa in questa zona. È stata ritrovata anche un’etichetta di un paio di pantaloni.
Ricerca a Gravere di Mara Favro
Dell’omicidio della Favro è sempre stato convinto Fabrizio Pace, presidente dell’Associazione Penelope Piemonte e criminologo forense che così si è espresso sul giornale Torino Cronaca: “I resti umani parlano chiaro e se necessario torneremo qui a fare ulteriori ricerche. Perché ogni elemento può essere importante, fondamentale. Anche solamente la falange di un dito. Aspettiamo l’esame del Dna, ma di una cosa siamo certi: quello di Mara Favro è un omicidio a tutti gli effetti. Mara non si è suicidata, ma è stata uccisa e qualcuno l’ha gettata qui“.

































