Sauze di Cesana ricorda gli avieri americani morti nello schianto del Miss Charlotte per aiutare i partigiani

Aereo americano miss charlotte

SAUZE DI CESANA – Il ricordo degli avieri morti nello schianto dell’aereo americano Miss Charlotte per aiutare i partigiani .L’appuntamento è per domenica 16 settembre. Il programma della giornata comincierà alle ore 11 in  Pian della Milizia a quota 2104 mettri in Valle Argentera, con l’alzabandiera italiano e americano. A seguire, il saluto delle Autorità con i rappresentanti del Consiglio Regionale del Piemonte, del Comune di Sauze di Cesana, della Brigata Alpina Taurinense e del rappresentante dell’Associazione Research, Locate and Identify Crashes, che nel 1992 ritrovò e mappò i resti del B17). Alle 11,30 la Santa Messa, celebrata dal Parroco di Sauze di Cesana, Don Paolo Molteni, in suffragio dei 9 militari americani caduti. Al termine della cerimonia l’A.N.A. di Pianezza preparerà il pranzo al campo con polenta, salsiccia e formaggio. Alle 14,30 la salita con i mezzi alla Bergeria del Gran Mioul e, a piedi, al monumento commemorativo.

La celebrazione

Il tratto di strada da ponte Montenero al pian della Milizia ancorché in buone condizioni, presenta tratti di notevole pendenza. Per coloro che non potessero salire con mezzi propri o a piedi, sarà garantito il trasporto con mezzi messi a disposizione da Associazioni combattentistiche e volontari. In caso di maltempo la cerimonia si terrà nella Chiesa Parrocchiale di Sauze di Cesana e il pranzo nell’hangar dell’eliporto di Sauze di Cesana. 

Aereo americano miss charlotte

LA STORIA DEL B17 MISS CHARLOTTE

Il 10 settembre del 1944 volava un B17, con nove uomini di equipaggio, proveniente da Algeri e destinato a paracadutare viveri, armi e munizioni alle formazioni partigiane. Miss Charlotte a causa di una tempesta di neve aveva perso la rotta spostandosi troppo verso nord rispetto alle valli di Cuneo. Era riuscito a infilarsi nella valle Argentera attraverso il Passo di Frappier  e, soprattutto, a evitare miracolosamente il Gran Queyron. A sinistra e la cima Frappier e arrivare sopra Sestriere. Li il comandante si era reso conto di aver sbagliato rotta e presumibilmente decise di tornare ad Algeri facendo rotta a sud/sud ovest. Pensando di essere a una altezza sufficiente per superare lo spartiacque della valle Argentera si andò a schiantare sulla cresta che porta al Gran Miol. Esplodendo, tra le rocce che dividono le due biforcazioni della valle Argentera – la Valle del Gran Miol e la Valle Lunga. Per i nove uomini dell’equipaggio non ci fu scampo. Il primo ad accorgersi di quello che era successo fu il capitano della milizia Vittorio Bianco stanziato a Sestriere. In quella notte di neve e nebbia sentì dapprima il rombo dell’aereo che sorvolava Sestriere, che riprendeva la rotta verso sud e poi l’esplosione. I resti dei piloti vennero prima tumulati a Sauze di Cesana e poi, a guerra finita, raccolti da due ufficiali americani e sepolti prima in un cimitero militare americano presso Pisa e dopo due anni trasferiti negli Stati Uniti.