Sanità: il west nile virus ha colpito 24 persone in Piemonte dall’8 agosto, ma la zanzara sta scomparendo Nessun caso è stato finora segnalato in Valsusa e Val Sangone

La rete di monitoraggio gestita dall’Istituto per le piante da legno e l’ambiente, Ipla, ha registrato in media una riduzione dell’80% della densità della zanzara Culex pipiens, responsabile della circolazione del West Nile virus,  rispetto alla prima metà di luglio, quando si è riscontrato il picco massimo.

Cos’ è il west nile virus

E’ un Arbovirus che solo accidentalmente può infettare l’uomo. L’infezione umana è in oltre l’80% dei casi asintomatica; nel restante 20% dei casi i sintomi sono quelli di una sindrome pseudo-influenzale. Nell’ 0,1% di tutti i casi, comprensivi dei sintomatici ed asintomatici, l’infezione virale può provocare sintomatologia neurologica del tipo meningite, meningo-encefalite.

È fondamentale che i cittadini adottino alcuni semplici comportamenti per proteggersi dalle punture e contrastare la diffusione dei vettori come: proteggersi con repellenti efficaci, cercare di alloggiare in ambienti climatizzati o comunque dotati di zanzariere alle finestre, evitare accumuli d’acqua stagnante nei giardini e nei sottovasi di fiori, dove le zanzare depongono le uova e proliferano.

I dati in Piemonte

Secondo l’assessorato regionale alla sanità ancora nessuna riduzione dei casi di West Nile. Il SeREMI riporta un numero di nuove diagnosi in crescita nella settimana che dal 27 agosto al 2 settembre rispetto a quella precedente: 7 di malattia neuro-invasiva, 2 febbri e 2 donatori identificati nell’ambito delle procedure di screening pre-donazione. Complessivamente dall’8 agosto, quando è stato segnalato il primo caso umano, al 2 settembre in Piemonte sono stati segnalati 24 casi di West Nile: 14 forme neuro-invasive, 3 febbri e 7 positività in donatori.

Nessun caso è stato finora segnalato in Valsusa e Val Sangone.

Il lavoro di squadra permette il rispetto degli interventi e delle tempistiche richieste dal Ministero della Salute: il SeREMI garantisce il coordinamento delle attività sul territorio, il Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Amedeo di Savoia di Torino assicura l’identificazione tempestiva di tutti i casi, i servizi di Igiene delle Asl l’attivazione delle misure di prevenzione, l’Ipla l’immediato avvio delle misure di contrasto alla diffusione del vettore, oltre ad assicurare interventi omogenei e standardizzati di monitoraggio, valutazione e l’applicazione di protocolli di disinfestazione validati (anche rispetto ai prodotti impiegati). Inoltre, l’Ipla è stata in grado di intervenire in tutto il Piemonte per ogni caso umano di West Nile entro 24 ore dalla ricezione della segnalazione dal SeREMI, attivando sopralluoghi mirati, interventi di disinfestazione larvicida e/o adulticida, il raccordo con le attività svolte dai Comuni che partecipano ai progetti di lotta alle zanzare.

L’intervento di Comuni

L’adesione dei Comuni ai progetti di disinfestazione, pur non eliminando il rischio dei circolazione virale di West Nile, permette infatti la realizzazione di una serie di azioni preventive in grado di assicurare una risposta più rapida ed efficiente nell’eventualità che si verifichino casi, come interventi larvicidi sui focolai programmati, informazione alla popolazione, conoscenza del territorio da parte del personale tecnico e delle ditte incaricate della disinfestazione. Quest’anno si è registrata la più alta partecipazione, in quanto la popolazione che risiede nei 200 Comuni aderenti ai progetti di lotta alle zanzare rappresenta il 53% della popolazione residente in comuni al di sotto dei 600 m di altitudine, ossia quella maggiormente esposta a una possibile infezione da West Nile virus.