San Valentino a Giaveno: la città dei cuori celebra l’amore universale con installazioni e interattività

GIAVENO – Giaveno si conferma ancora una volta la capitale dell’amore in Val Sangone con l’avvio dell’iniziativa “Due cuori e un campanile”, un evento che travalica il semplice romanticismo per abbracciare l’intera comunità. Dal 6 al 15 febbraio, il centro cittadino sarà vestito a festa con suggestive proiezioni luminose che animeranno la storica Torre degli Orologi e piazza San Lorenzo, creando un’atmosfera magica e accogliente. Tra i momenti più attesi, domenica 8 febbraio spicca il tradizionale mercatino dell’amore, ideale per chi cerca un pensiero speciale, mentre un grande cuore rosso fungerà da scenografico punto fotografico per immortalare i propri sentimenti. Questa trasformazione estetica non è che la cornice di un progetto più profondo, volto a valorizzare il legame tra i cittadini e il territorio attraverso momenti di convivialità che rendono la cittadina un punto di riferimento per il turismo locale nel mese di febbraio.

A Giaveno torna l’attesa rassegna “Due cuori e un campanile” per San Valentino

Il vero cuore pulsante delle celebrazioni 2026 è però la seconda edizione di “Giaveno in L♥ve”, un progetto diffuso che quest’anno punta tutto sulla partecipazione attiva degli abitanti. Il percorso urbano si snoda attraverso 26 cuori decorati con parole chiave che esplorano le diverse sfumature dell’affetto: dall’amore per sé stessi a quello per la collettività e i legami quotidiani. L’innovazione principale riguarda i 10 cuori interattivi e un grande pannello autoportante dove ogni passante può rispondere alla domanda: “Che cos’è per te l’amore?”. Come sottolineato dal Sindaco Stefano Olocco e dal Consigliere Andrea Bertotti, l’obiettivo è superare la visione puramente commerciale di San Valentino, trasformandolo in un’esperienza collettiva inclusiva. Grazie alla possibilità di completare e condividere digitalmente i propri pensieri tramite smartphone, Giaveno diventa un laboratorio emozionale a cielo aperto, dove il linguaggio dell’amore diventa patrimonio comune, esortando ognuno a lasciare un segno del proprio passaggio.

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