SALBERTRAND ā Oggi 27 giugno a Salbertrand si festeggia il santo patrono, San Giovanni. Dopo la Santa Messa, brani bandistici a cura della Banda Musicale Alta Valle Susa. Dalle ore 9 alle 18 la 24° edizione del MarchĆ dāOc. Una mostra mercato di prodotti tipici ed artigianali per le vie del paese con la partecipazione di Laboratorio Gomitoloso e Nonna Bomboniera del Galambra. Inoltre stand di alcune Associazioni Sportive. Intrattenimenti per bambini e famiglie con i giochi in legno.
IN PAESE
La chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista ĆØ giĆ citata nellāanno 1057, sullāatto col quale il marchese Oddone di Savoia e la contessa Adelaide di Susa, sua moglie, ne facevano dono alla novella Prevostura di Oulx. Per la sua complessa architettura e per i magnifici affreschi datati ai primi anni del XVI secolo, ĆØ definita dal Savi: āLa chiesa artisticamente più ricca e più completa di tutta lāAlta Valle di Susaā. Nel concentrico si possono ammirareĀ due imponenti fontane di pietraĀ che riportano le date di posa:
- anno 1524, sulla fontana a vasca rettangolare sita a metĆ borgo e molto apprezzata per i fregi dellāepoca;
- anno 1525, sulla fontana a vasca ottagonale sita in Piazza San Rocco.
LA STORIA
Salbertrand ĆØ nominato per la prima volta, come āSala Bertaniā, sul diploma imperiale di Ottone III datato 31 luglio 1001. Il nome ricompare trasformato in āSalabertaniā, il 9 luglio 1029 sullāatto con il quale il marchese di Torino, Olderico Manfredi, e sua moglie, Berta dāEste, effettuano donazioni a favore dellāabbazia benedettina di San Giusto in Susa. A partire dalla seconda metĆ dellāXI secolo, Salbertrand fa parte del Delfinato e poi del Regno di Francia, insieme agli altri paesi dellāAlta Valle di Susa a monte di Gravere. Con la firma del trattato di Utrecht, nellāanno 1713 le terre del Delfinato, al di qua dello spartiacque alpino, vengono cedute ai Savoia. Una battaglia combattuta a Salbertrand ilĀ 3 settembre 1689Ā contro i francesi, permise ai seguaci di Valdo, al rientro dal loro esilio in Svizzera, di proseguire verso le native valli del Chisone e del Pellice. Questo avvenimento ā il più importante della cosiddettaĀ āGlorieuse RentrĆ©eāĀ ā ĆØ ricordato sulla targa che, a cura del Comune e della SocietĆ di Studi Valdesi, venne posta sul luogo della battaglia nella ricorrenza del terzo centenario.
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