Salbertrand: la Festa patronale di San Giovanni Battista 2021

SALBERTRAND – Oggi 27 giugno a Salbertrand si festeggia il santo patrono, San Giovanni. Dopo la Santa Messa, brani bandistici a cura della Banda Musicale Alta Valle Susa. Dalle ore 9 alle 18 la 24° edizione del MarchĆ  d’Oc. Una mostra mercato di prodotti tipici ed artigianali per le vie del paese con la partecipazione di Laboratorio Gomitoloso e Nonna Bomboniera del Galambra. Inoltre stand di alcune Associazioni Sportive. Intrattenimenti per bambini e famiglie con i giochi in legno.

IN PAESE

La chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista ĆØ giĆ  citata nell’anno 1057, sull’atto col quale il marchese Oddone di Savoia e la contessa Adelaide di Susa, sua moglie, ne facevano dono alla novella Prevostura di Oulx. Per la sua complessa architettura e per i magnifici affreschi datati ai primi anni del XVI secolo, ĆØ definita dal Savi: ā€œLa chiesa artisticamente più ricca e più completa di tutta l’Alta Valle di Susaā€œ. Nel concentrico si possono ammirareĀ due imponenti fontane di pietraĀ che riportano le date di posa:

  • anno 1524, sulla fontana a vasca rettangolare sita a metĆ  borgo e molto apprezzata per i fregi dell’epoca;
  • anno 1525, sulla fontana a vasca ottagonale sita in Piazza San Rocco.

LA STORIA

Salbertrand ĆØ nominato per la prima volta, come ā€œSala Bertaniā€, sul diploma imperiale di Ottone III datato 31 luglio 1001. Il nome ricompare trasformato in ā€œSalabertaniā€, il 9 luglio 1029 sull’atto con il quale il marchese di Torino, Olderico Manfredi, e sua moglie, Berta d’Este, effettuano donazioni a favore dell’abbazia benedettina di San Giusto in Susa. A partire dalla seconda metĆ  dell’XI secolo, Salbertrand fa parte del Delfinato e poi del Regno di Francia, insieme agli altri paesi dell’Alta Valle di Susa a monte di Gravere. Con la firma del trattato di Utrecht, nell’anno 1713 le terre del Delfinato, al di qua dello spartiacque alpino, vengono cedute ai Savoia. Una battaglia combattuta a Salbertrand ilĀ 3 settembre 1689Ā contro i francesi, permise ai seguaci di Valdo, al rientro dal loro esilio in Svizzera, di proseguire verso le native valli del Chisone e del Pellice. Questo avvenimento – il più importante della cosiddettaĀ ā€œGlorieuse RentrĆ©eā€Ā ā€“ ĆØ ricordato sulla targa che, a cura del Comune e della SocietĆ  di Studi Valdesi, venne posta sul luogo della battaglia nella ricorrenza del terzo centenario.

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