A Condove di corsa, in attesa della “Sagra della patata 2016” di Mocchie

CONDOVE. A Condove di corsa dietro la patata, in attesa della “Sagra della patata” di Mocchie. Sabato 5 settembre su per la condotta dell’acqua forzata della centrale si ĆØ svolta la corsa in montagna ā€œCondove-Mocchie in 500 gradiniā€. Un percorso insolito e affascinante che richiama le gare pazzesche su e giù per le scale dei grattacieli. La scala laterale della condotta dell’acqua della centrale idroelettrica ĆØ stato il terreno di gara degli atleti che con grande abilitĆ  sono saliti su gradino dopo gradino.

LA CORSA

Ad organizzare laĀ kermesse sportiva ĆØ stato il Valsusa Running Team del presidente Emanuel Modenin inĀ collaborazione con l’amministrazione e la Pro Loco. La societĆ  sportiva ĆØ ormai un puntoĀ di riferimento per la pratica agonistica e amatoriale della corsa su strada e in ambienteĀ naturale ed ha come obiettivo la valorizzazione degli aspetti umani, del territorio e laĀ promozione dell’attivitĆ  sportiva per tutta la collettivitĆ . Una grande partecipazione diĀ atleti e di pubblico lungo il percorso cha ha fatto da cornice a questa prima volta. All’arrivoĀ c’è si ĆØ poi consumato un bel pranzo…naturalmente a base di patata. Questa iniziativa haĀ avuto il pregio di sommare territorio, sport e amore per la nostra montagna.

LA PATATA DI MONTAGNA

Come il mais, laĀ patataĀ giunse in Europa dal Nuovo Mondo dopo la metĆ  del ā€˜500. Per molto tempo la si coltivò solo a scopo botanico e come abbellimento dei giardini e degli orti. Visti i bei fiori viola. All’inizio del XIX secolo la patata ĆØ consumata in tutta Europa e oggi rappresenta la prima produzione non cerealicola nel mondo. Anche nellaĀ Valsusa la patata affiancò la coltivazione di cereali: quando questi scarseggiavano. La patata veniva mescolata alla farina per produrre pane.Ā In montagna si ĆØ diffusa notevolemente per le qualitĆ  di alcune varietĆ . Queste sono adattabili alle severe condizioni climatiche montane, si può coltivare fino ai 2000 metri, lĆ  dove il frumento non arriva. Interessanti varietĆ  locali sono giunte inalterate sino ai nostri giorni: piatlina, patata viola e ratte.

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